Sempre appeso a un filo

Una sola cosa possono augurarsi in Ducati dove Casey Stoner lo conoscono bene: che Stoner, insieme ad una moto micidiale e perfetta non abbia trovato anche l’equilibrio nel gestirsi. Perchè la nuova edizione del Crazy Stoner marchiato Honda è terribilmente efficace, ma non ha ancora affrontato la prima gara e non ha ancora dato prova di saper gestire i vantaggi che ha nel talento in modo compatibile con la sicurezza. La sicurezza che vale la vittoria. È sempre estremo, esaltante, matto duro, ma di quei matti che piacciono al popolo dei motori.

A chi ha amato Villeneuve, a chi ha delirato per Schwantz che nonostante tutto vinse un mondiale solo, che contò però più di altrui filotti con meno personalità. È senza dubbio l’uomo del venerdì e del sabato, è quello che ti fa gridare all’extraterrestre nei primi minuti di ogni turno. Questo l’abbiamo imparato, abbiamo imparato  che lui arriva prima dove gli altri arrivano dopo, ma -attenzione- spesso ci arrivano lo stesso. Dare un secondo a tutti nei turni di libere è esaltante, ma può servire a poco se poi Pedrosa si avvicina nell’imminenza della gara.

Possono servire a poco se Pedrosa in gara parte a missile e se devi prendere dei rischi per contenerlo. Questo è il vero esame a cui Stoner è sottoposto: Pedrosa, più calmo, freddo e razionale di lui, meno esaltante, più sfortunato. Scopriremo se Crazy Stoner ha capito che tre decimi di vantaggio al giro possono bastare e non è necessario avere per forza un secondo e mezzo con tutto ciò che può comportare, perché è la sua storia ad insegnarcelo. Lo scorso anno in Qatar cadde quando poteva essere proprietario della gara araba per la quarta volta consecutiva e non fu un caso isolato, anzi. Ora Casey si sente forte, nuovo, nei test è caduto poco, ci sta tutto affinchè sia una gran stagione la sua.

Torna a dare a Rossi dello scorretto rimestando su episodi discutibili di un passato lontano. A quel Rossi così lontano da lui, al momento, da non essere un problema provocarlo. Un rischio non calcolato sulla lunga distanza, quando Rossi dovesse venir fuori, perchè calcolare non è da Stoner. Se una parte di questa lezione che gli viene dal passato Crazy Stoner l’ha capita, allora son cavoli amari per tutti, ma per davvero.