Una Formula, mille regole

I complimenti del venerdì non vanno né alla McLaren né alla Ferrari, ma a quei genietti che ogni fine stagione si mettono lì e cambiano un paio di regole. Bene, bravi.

Ottimo il risultato di questa Formula 1 che per interpretarla servono tre lauree e il brevetto da astronauta. Una volta, l’anno scorso, c’era la menata della benzina e delle gomme. Oggi abbiamo l’ala mobile, il Kers, le gomme che ti mollano di botto e ovviamente il buon vecchio carico di benza.

Praticamente un mistero. E, soprattutto, vallo a spiegare a casa che le Red Bull non hanno usato l’ala, mentre la Mercedes provava il long run, la Ferrari studiava i flussi, la McLaren sparava il Kers con le morbide.

Insomma, una volta com’era più, vi ricordate? Tutti dentro senza menate e bottoncini e (in qualifica) senza benzina e giù a guidare. Senza lucina che si accende se puoi usare l’ala, senza attaccarsi al kers, senza riga che ti dice dove superare, insomma senza.

Lo fanno per lo spettacolo? Sarà. Magari domenica salta fuori un garone con duemila sorpassi e avranno ragione loro, ma per il momento siamo piuttosto scettici. E pure demoralizzati, perchè alla mamma che al telefono ti dice “però bravo questo Button” prova a spiegare come stanno le cose. Spendi un capitale di bolletta.

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