Primi e secondi

Il primo, tra i primi, si chiama Vettel Sebastian. Ha chiuso il mondiale 2010 con un kolossal, ha aperto il mondiale 2011 con un assolo da vera star.

Poi, a Melbourne, abbiamo avuto il primo della McLaren, Hamilton Gino, capace di scaricare in pista e fuoripista quel talento magnifico che possiede. Poi, a Melbourne, abbiamo avuto il primo della Ferrari, Alonso Nando. E’ partito con qualche problema di fuso orario, poi ha usato i muscoli.

Abbastanza da trasformare il preannunciato funerale Ferrari in una gara da podio, quindi da speranza sopravvissuta.

Tra i primi mettiamo anche Petrov, che di mestiere faceva il secondo cronico e che adesso, senza Kubica, pare un figo, soprattutto nei confronti di Heidfeld, avessi detto…

Bene, poi abbiamo i secondi. Cronici a questo punto, visto Webber che doveva reagire dopo smacco 2010, dopo contrattone Vettel sino al 2014, dopo un inverno trascorso a covare la vendetta. Si, ciao.

Button è secondo da un bel po’ e secondo resta dopo il sesto posto di Melbourne. Chi andava in giro a raccontare della guida dolce di Jenson come decisiva sul fronte Pirelli, altro che le frenatone tutta rabbia di Hamilton, ha già preso la ciucca per dimenticare nei localini di St. Kilda.

E adesso, Massa. Aveva illuso, alla fine ha deluso. Una partenza rampante, una battaglia campale con Button, vinta alla grande. Poi, passato da Alonso, è passato da una uscita secondaria e si è perso chissà dove. Il fatto è che servono coppie, soprattutto a questa Ferrari, costretta com’è a contenere danni certo, almeno per un po’.

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