Fase 2: umiliazione

In Malesia dobbiamo assolutamente utilizzare il KERS. Non lo racconta chi comanda ai box di McLaren e Ferrari, che il dispositivo in questione lo hanno utilizzato in abbondanza. Già perché il diktat arriva da Chris Horner, boss della Red Bull che probabilmente ha rintracciato qualche zona d’ombra dentro il fine settimana perfetto di Sebastian Vettel. Insomma il biondo ha dato una pettinata terrificante ai colleghi, ma a Horner non basta. Battere il resto del gruppo non è sufficiente, il 10 aprile a Sepang occorre passare alla fase umiliazione.Si intuisce facilmente che i vertici delle lattine a quattro ruote non hanno intenzione di soffrire fino all’ultimo chilometro come hanno fatto nel 2010 quindi quest’anno la pratica va sbrigata in fretta. All’interno della squadra ci ha pensato subito Mark Webber a delineare le gerarchie. Un problema in meno per la Red Bul che solo fino pochi mesi fa era alle prese con le manie di grandezza dell’australiano. Roba che a Vettel creava notevoli disturbi. Così il biondo, coccolato e sicuro, viaggia come un missile.

Ma in questa Formula 1 sempre più complicata da decifrare il pilota conta, ma fino a un certo punto. Al talento in pista devi abbinare un genio al computer o al tecnigrafo. Alla Red Bull continuano a contare su Adrian Newey che di mondiali con le sue creature ne vince da una ventina d’anni e riesce a farlo anche se il KERS non funziona come dovrebbe e poi Chris Horner si arrabbia.

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