Stai sereno!

Sgomberiamo subito il campo da equivoci che potrebbero inquinare i giudizi. Stoner è un bravo ragazzo? Assolutamente sì. È diretto e onesto. Talentuoso? Ci pare persin stupido stare a ricordarlo. È talentuosissimo, facilmente il pilota più veloce del mondo con qualsiasi mezzo a due ruote. Ma Stoner è nemico di se stesso? Ecco, il punto è qui, perchè pare proprio che lo sia stato e possa rischiare di continuare ad esserlo. Un fatterello dopo l’altro, le occasioni che sta trovando per parlare di Rossi e possibilmente in modo fortemente critico, cominciano a non contarsi più. Ci sta. Continua a leggere

Vettel è il nuovo Vettel

Lo spunto è una dichiarazione di Giorgio Ascanelli alla stampa tedesca. Giorgio Ascanelli, responsabile tecnico della Toro Rosso, di quella Toro Rosso che si portò a casa il Gran Premio di Monza del 2008, grazie all’autografo di un piccolo Vettel tra le pozze dell’asfalto nel Parco. “Vettel? E’ come Senna”. Questa la dichiarazione rilasciata da chi lavorò con Ayrton e ha poi lavorato con Seb. Motivazioni: “La perfezione fatta pilota”.

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Guerre e Pace

Siamo d’accordo che in assenza di una guerra non abbia senso invocare la pace. Eppure Max Biaggi, rispondendo alle domande di un conduttore radiofonico sulla sua storica rivalità con Rossi è proprio di pace che ci induce a parlare. Ha belle parole per il vecchio rivale. Lo definisce “un grande” fa uno sforzo persino nel riconoscergli meriti che un tempo non si sarebbe sognato nemmeno di citare, abituato com’era a fornire spiegazioni personalizzate. Si dice certo di essere corrisposto nella stima e dice il vero quando parla della loro rivalità come di “qualcosa che ha portato tante persone alle moto incuriosite e attratte da questa rivalità”. E’ stravero. Continua a leggere

Dalla parte di Webber

Difficile non essere partecipi della gioia di Webber. La sua spontaneità contagia, mentre allarga un sorriso e ammette che è molto felice che non abbia vinto Vettel. La spiegazione è dettata da logica e pertanto non può essere bollata di comportamento antisportivo da parte del team. Se Vettel non vince c’è pane per altri e si tiene il Mondiale aperto. Condividiamo perché l’assolo insistito di uno porta alla noia, ammazza lo spirito di chi deve guardare. Continua a leggere

La maledizione del numero 2

E’ possibile che la macchina più in palla del mondiale venga eliminata al primo turno di qualifiche?

Sì. Perché oggi a Shanghai Mark Webber – nonostante guidi una Red Bull – è riuscito nell’impresa di far compagnia a Lotus, Virgin e HRT nel girone infernale del sabato.

E’ la maledizione del numero 2. La monoposto di Webber divora le gomme, ha il KERS che non funziona e non va come quella del compagno di squadra. Continua a leggere