Il mondo in spalla

Il problema era arrivare al punto. Far diventare un punto d’arrivo molto chiaro quello che mesi fa era stato il punto di partenza: la spalla. Infortunata prima, operata poi, convalescente ora.

Il 4 in pagella affibbiatogli da un collega dopo la gara del Qatar non ha scandalizzato Valentino, che amante delle pagelle non è e che ai brutti voti non è avvezzo.

Il fatto ha piuttosto acceso  in lui una questione che fino a qui non si era posto: che qualcuno cioè possa non volergli credere del tutto. La faccenda del voto si è chiarita lì per lì con uno scambio di battute rapido e sereno come si fa tra persone intelligenti.

Però, facendo un passo indietro al dopo gara del Qatar, ricordiamo un Rossi che aveva preso su di sé  e con poche menate,  la responsabilità di un debutto mediocre e che solo a margine aveva aggiunto la mancanza di feeling con la moto che ora sta cercando insieme a Ducati. Onesto. Anzi, forse eravamo stati noi a cercare per Rossi più giustificazioni di quante ne abbia date lui a se stesso.

Certo, vederlo scivolare con lo snowboard o guidare il kart due mesi prima a Campiglio aveva reso difficile capire come quell’infortunio potesse essere un problema angoscioso. Però i piloti basta conoscerli, anche solo un pochino, per sapere che il carburante per il recupero sgorga quasi sempre dalle loro trasgressioni.

Me ne frego del protocollo, dimostro a me stesso che posso fare ciò che non sembra possibile, guarisco prima“;  teoria che è anche alla base di tutte le esperienze di recupero più felici testimoniate dal Dottor Costa.

Eppure una sacca di diffidenza era rimasta lì, latente. A chi è entrato nell’ufficio Ducati del Qatar mentre Rossi si cambiava la maglietta è toccata una brutta sorpresa guardando la spalla che a confronto con l’altra pareva presa in prestito da Olivia, la moglie smilza di Braccio di Ferro!

Agli altri Rossi l’ha mostrato oggi mettendosi dritto in piedi dietro al tavolo della conferenza stampa con una magliettina rossa addosso e invitando ad osservarlo: l’handicap è ancora lì da vedere, palese. In sostanza ora il problema della fiducia dovrebbe essere risolto, senza che siano invece risolte le preoccupazioni globali che riguardano il binomio, senza che la spalla debba essere per forza una scusa a cui si è obbligati a credere. Che Stoner, Pedrosa e Lorenzo al momento vadano più forte anche a prescindere dalla spalla rachitica è quasi evidente, perchè il recupero passa anche per modifiche tecniche della moto che Stoner guidava da vincerci. Ma se Rossi domenica sera sarà lì a dirci per l’ennesima volta che serve del tempo stavolta sarà più facile credergli senza scomodare tutti quei sospetti che uno come lui, francamente, non merita.

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