Ferrari, ricomincio da -3

Le speranze, peraltro ridotte, si sono sciolte su questo asfalto da 40 gradi. Massa e Alonso hanno chiuso il venerdì malese in sesta e nona posizione beccando un secondo abbondante da Webber che qui, se non altro, vuole togliere l’odiato Vettel dalla pole sabato, dal podio alto domenica. Quindi, salvo diluvio universale -dato sempre per incombente in Malesia- siamo nella stessa palta di Melbourne. La Ferrari cerca grip ma consuma le gomme senza trovarlo e non sembrano incidere i ritocchi arrivati da Maranello anche se il lavoro di messa a punto verrà completato domani. Quindi, visto che tra una settimana la comitiva si trasferirà in Cina per il terzo atto, significa concedere come minimo un vantaggio di tre gare alla Red Bull e anche alla McLaren che qui ha piazzato Button e Hamilton al secondo e terzo posto pur con vetture leggerine.

Ora, dato per certa la reazione del campione del mondo in qualifica, tocca puntare al quinto posto in griglia, ad un’altra corsa fasata sul passo ma martoriata dai pit stop, date e condizioni delle Pirelli montate sino ad ora da Massa e Alonso. I quali eragiscono con toni diversi al tramonto del giorno uno.
Nando come al solito recita il ruolo dell’incrollabile ottimista pur con una faccia da funerale, lontana dagli occhi vispi di ieri; Massa, più sinceramente para di delusione e fatica e ha già cominciato a pregare perchè piova da adeso all’ infinito. Insomma, non ci siamo.
Ciò che arriverà di buono da qui alla Turchia, gara quattro, va considerato come una mancia sulla quale provare a costruire un altro recupero nel cuore dell’estate.

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