L’uragano Sebastian

Ragazzi non è che mi alzi tutte le mattine pansando di essere il campione del mondo, semmai mi sveglio e penso a vincere il prossimo titolo“.

La filosofia che anima il giovane Sebastian sta tutta in questa risposta, data all’ennesima domanda su quanto sia cambiata la sua vita dopo il Gran Premio di Abu Dhabi.

Il problema, semma,i è comprendere quanto sia cambiata e stia cambiando la vita dei suoi colleghi.

Con il suo ritmo infernale, Vettel sta infatti destabilizzando la Formula 1 e i suoi protagonisti. Dopo due gare appena la Ferrari è già in affanno evidente, tanto da far dire a Massa che, se la musica non cambia in fretta, non è escluso un titolo assegnato a Vettel, con largo anticipo rispetto alla fine della stagione; un po’ come accadeva negli anni d’oro di Schumacher.

Schumacher, appunto, che dopo l’avvento di Vettel non se lo fila più nessuno e sembra ormai un pregiato pezzo di antiquariato.

L’uragano Sebastian ha effetti devastanti anche in casa McLaren: Hamilton è stanco di farsi un mazzo così per arrivare al massimo secondo e ha messo lì un bell’ultimatum.

Altra vittima di Seb è Mark Webber. Del roccioso australiano, che nel 2010 si è giocato il titolo fino all’ultima gara, è rimasto l’ectoplasma che si aggira per i box narrando che Vettel non è affatto imbattibile.

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