La maledizione del numero 2

E’ possibile che la macchina più in palla del mondiale venga eliminata al primo turno di qualifiche?

Sì. Perché oggi a Shanghai Mark Webber – nonostante guidi una Red Bull – è riuscito nell’impresa di far compagnia a Lotus, Virgin e HRT nel girone infernale del sabato.

E’ la maledizione del numero 2. La monoposto di Webber divora le gomme, ha il KERS che non funziona e non va come quella del compagno di squadra.

E’ difficile immaginare che a 35 anni, dopo aver lottato per il titolo 2010 fino all’ultima gara, Webber sia diventato improvvisamente un brocco. Certo, le gomme Pirelli non aiutano il suo stile di guida, così com’è vero che alla Red Bull lo considerano una sorta di accessorio di lusso. Ma non basta a spiegare l’involuzione di questo pilota, al quale si può rimproverare tutto tranne che il cuore e l’impegno che mette in questo lavoro.

Il problema è che Webber sta dando segnali di cedimento psicologico nel confronto con Vettel che oggi sta diventando impossibile per lui. Lo sottolineano le sue risposte scocciate quando gli si chiede il motivo della sensibile differenza nelle prestazioni.

Purtroppo per Mark la Red Bull non è più quella dell’anno scorso, una squadra alla caccia di certezze. Vettel è l’uomo faro del team e sul lungo periodo ci sarà bisogno di una seconda guida più solida rispetto a ciò che sta dimostarndo Webber in questo inizio di stagione.

In chiave mercato aspettiamoci quindi grosse sorprese, perché il contratto dell’australiano scade a fine stagione e se non cambia registro il suo futuro è altrove.

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