Guerre e Pace

Siamo d’accordo che in assenza di una guerra non abbia senso invocare la pace. Eppure Max Biaggi, rispondendo alle domande di un conduttore radiofonico sulla sua storica rivalità con Rossi è proprio di pace che ci induce a parlare. Ha belle parole per il vecchio rivale. Lo definisce “un grande” fa uno sforzo persino nel riconoscergli meriti che un tempo non si sarebbe sognato nemmeno di citare, abituato com’era a fornire spiegazioni personalizzate. Si dice certo di essere corrisposto nella stima e dice il vero quando parla della loro rivalità come di “qualcosa che ha portato tante persone alle moto incuriosite e attratte da questa rivalità”. E’ stravero.

Non crediamo che avrà risposte spontaneee da Rossi, che con Biaggi si è divertito in tutti i sensi e non l’ha mai nascosto. Al massimo Rossi ripeterà ciò che è già noto. Eppure non crediamo di sbagliare se in questi complimenti che storicizzano qualcosa che è ormai molto lontano nel tempo scorgiamo qualcosa che ha invece a che fare con il presente. Perchè in questo momento Biaggi è accerchiato dalle incompatibilità con i suoi attuali compagni di viaggio. Con Melandri ha litigato nel disastroso weekend di Donington e non basta certo una piccola stretta di mano a favor di telecamera -che da molti è stata eletta a simbolo – per sanare un dissidio insanabile. Haga non simpatizza per lui, Fabrizio gli chiede in diretta tv se mai un giorno dopo una bella gara si sognerà di dargli la mano. Camier, suo compagno di squadra, si lamenta rabbiosamente per essere stato rallentato da Max in un buon giro ad Assen e vive senza nessuna serenità le attenzioni che il team rivolge al romano.

In parole povere, non c’è pace tra gli ulivi di casa Biaggi. La casa sportiva, intendiamoci, perchè se c’è una dimensione in cui Max ha invece tutto quel che serve è la sua famiglia dove è padre realizzato e compagno amatissimo. Questa sembra una nuova temporanea condanna che gli fa preferire i vecchi tempi.  Quando “uno era Coppi, l’altro era Bartali“, se ne conoscevano gli indirizzi con precisione e la rivalità si fondava sui due poli opposti; sul giorno e sulla notte, il sole e la luna. Biaggi e Rossi insomma. Quando essere rivali era, volenti o nolenti, la loro ragione esistenziale. Che ora non è più.

Nel mondiale Superbike è diventato numero 1 e ora, ora che è arrivato Melandri a sdoganare l’assalto alla monarchia, Max si misura con l’emersione di rivalità e nervosisimi frammentati. A quasi 40anni continua a difendersi con talento e smalto, mentre dopo una carriera così sarebbe logoro anche Batman. Naturale che, avendo un desiderio legittimo di pace, cominci riconoscendo i poteri a Superman. Perchè tra supereroi ci si intende meglio.

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