Crederci serve

Mantenere la calma come segno di forza. Non perdersi nel caos delle voci che ti danno perduto, fuori, finito in anticipo.

La Ferrari è in recupero, anche se non sappiamo ancora quantificare il peso del passo in avanti.

Un podio è una soddisfazione grande ma ovviamente i numeri si fanno sulle tendenze, non sul colpo singolo. Eppure ci sentiamo di tributare una dichiarazione di stima per l’atteggiamento degli uomini di Maranello.

Per la capacità di mantenere i nervi saldi nel mezzo del delirio. Perchè se ti ritrovi con in mano una sequenza di numeri sbagliati e scopri di aver cannato il progetto e anzichè disperare trovi il passo giusto per tornare a farti vedere, beh meriti più di una pacca sulla spalla.

E’ la forza di uomini semplici, che mantengono la concretezza nelle difficoltà. Poche bollicine, molta sostanza. E’ presto ovviamente per stappare le bottiglie e tirare il fiato. Ma intanto Alonso si è preso solo 10 secondi da Vettel (non un abisso), che fino a ieri sembrava inavvicinabile.

Di più, lo stesso Alonso ha rifilato mezzo minuto a Hamilton, con quella McLaren che era per tutti la seconda forza certa. Quasi 40 secondi alla Mercedes di Rosberg. Che ci sia di mezzo una pista favorevole a questo punto poco importa perchè il segno positivo riguarda soprattutto l’atteggiamento.

La superiorità Red Bull non è in discussione, almeno per ora. Il fatto buono è che non è finita. Ci sono ancora carte da giocare e, come ha mostrato Alonso un anno fa, crederci serve. Porta a traguardi più alti delle effettive potenzialità.

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