Metodi di lavoro

Non è la stagione che avevano in mente a inizio anno, e questo è l’indiscutibile punto in comune. Incagliati su ritardi tecnici, esasperati dallo spolvero ingegneristico dei rivali. Ritardi che però, Ferrari e Ducati, hanno affrontato in modo diverso. A Maranello si è messo in discussione il metodo di lavoro, cambiato l’organigramma, allontanato nomi pesanti, reclutati nuovi ingegneri. In Ducati la situazione è più complessa e soprattutto meno ramificata, considerando l’autonomia gestionale di Preziosi in costante crescita da tre anni a questa parte. Considerando l’unica novità nel personale limitata agli ingegneri di provenienza Aprilia approdati nel test team.

A ciò si aggiunga un certo affanno dettato dalla fretta del recupero che ha, in realtà, portato al risultato opposto. Una reazione, certamente ammirevole (e dovuta al fatto di avere finalmente nel box una rockstar come Rossi) ma un po’ scomposta tra moto nuova e moto vecchia, trapianti di motore e insomma risultati che dal – seppur atipico – terzo posto di Le Mans, sono peggiorati in quanto a cronometro e chiarezza nella direzione di sviluppo.

Ecco, a Maranello, accantonato il contrario, e cioè il timore di sperimentare, si è seguita una direttiva più lineare che se ha di sicuro avuto un aiutino nella momentanea cancellazioni degli scarichi soffiati di Silverstone, ha innegabilmente raggiunto quel carico aerodinamico vissuto come un miraggio fino a poco fa. Tanto, pensateci, da far sembrare i 92 punti di Alonso da Vettel come più facilmente recuperabili rispetto ai 70 di Rossi da Stoner. Perchè, suona strano, ma la velocità ha bisogno di calma.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePrint this page

16 risposte a “Metodi di lavoro

  1. siccome non so come fare per aprire una discussione e per chiedere qualcosa, scrivo qua e chiedo scusa ai più sfegatati blogger che non approveranno.

    sarebbe bello poter rivedere le puntate di grandprix in streaming, magari già si può fare ma su video mediaset non l’ho trovato, se a qualcuno interessa e vuole appoggiare la mia idea sono bene accetti consigli su come muoversi da chi ne sa di più! grazie

    in definitiva e riguardo l argomento credo che (almeno in moto gp) ci siano piloti molto bravi e alcuni con moto davvero ben messe, Valentino è bravo e la Ducati non è di sicuro una carretta ma la fisica ci insegna che la stessa porzione di spazio non può essere occupata contemporaneamente da 2 oggetti diversi e lo stesso vale per la il podio 🙂 se uno arriva primo gli altri se bravi uguale o anche di più per forza di cose devono accodarsi o allineasi dipende da come guardi.

    per vedere vincere sempre la ferrari basta gurdare un monomarcha 🙂 per vedere vincere valentino basta farlo correre da solo nei gp oppure contro me (io in moto lui in scooter) vincerebbe sempre lui 🙂 ciao grazie

  2. Nonostante i tempi delle libere, non credo neanche che la Ferrari abbia recuperato così tanta strada come si è portati a pensare dopo gli eventi di Silverstone. Se così fosse, il risultato cui hanno portato le rispettive reazioni in corso d’opera delle 2 fabbriche non è poi così diverso.
    Detto ciò, credo anche che non ci sia da meravigliarsi poi se alla Ferrari siano saltate delle teste e alla Ducati no: il corrispettivo della Ferrari in motoGP sarebbe la Honda, la Ducati non è certo la prima forza e, nonostante l’arrivo di Rossi, ancora non ha lo stesso “obbligo” di vincere che hanno cronicamente le altre 2… o quanto meno non subito.
    Ad esempio non ricordo licenziamenti di Massa alla Renault 2008-2009 (pre-Singapore) che pure aveva una superstar (Alonso) nel box.

  3. Fatemi capire….ma di quale sviluppo state parlando se quando doveva sviluppare la moto era infortunato e le novità le provano nelle libere?? Ha detto chiaramente che non hanno neppure un setup di base!!! Ma che parlate a fare…vediamo con la moto 2012 (salvo imprevisti) allora si potrà parlare nel bene o nel male….

  4. Rossi è quello che diceva che in Formula1 se sbagli il progetto butti la stagione, mentre in moto puoi riprenderla.
    I fatti dicono l’esatto contrario…ma per motivi molto semplici…forse.
    Alonso non è al primo anno in Ferrari e l’anno scorso ha perso il mondiale all’ultimo Gp.
    Rossi l’anno scorso ha subito 2 brutti infortuni ed è al primo anno in Ducati, una moto non la migliore del lotto, ma nemmeno così fallimentare, come dimostra i risultati di Stoner, ma che non si adatta a Rossi, e Rossi non si adatta alla moto.
    Così non si capiranno mai quali sono i limiti del pilota e quelli della moto…a meno che qualcuno non si imporrà…

  5. @Bay-82
    Io che sono stra-tifoso certamente provo della delusione perché il tifoso desidera che il suo pilota sia sempre in grado di primeggiare.
    La questione del “valore di Valentino Rossi da un punto di vista dello sviluppo/capacità di adattarsi alla moto” per me invece non si pone: non è certo Rossi ad aver detto di avere 1 secondo nel polso, una sensibilità superiore, una capacità di adattarsi e di sviluppare le moto maggiore degli altri. Queste sono frasi da bar, da giornali e da forum, probabilmente innescate da commenti di giornalisti tifosi (e non ci vedo nulla di male) ma estrapolate a sproposito dai detrattori. Attenzione che riguardo ai punti di cui sopra proprio ROSSI ha negato tutta quella differenza (ricordo bene più interviste, l’ultima in tal senso al Chiambretti Night di qualche tempo fa!).
    Semmai, comunque, sono tutti (e sottolineo TUTTI) quelli che hanno lavorato con lui ad attribuirgli le caratteristiche buone per lo sviluppo… allora dovremmo pensare che tutti i tecnici in questione, che con Rossi hanno vinto tutti quei mondiali, sono solo degli incapaci tifosi?

  6. Non capisco ancora come si possa discutere un pilota, Valentino, che è entrato a pieno titolo nella hall of fame del motociclismo: 9 mondiali, vittorie a raffica, un incredibile numero di podi in carriera! Vorrei fare una domanda ai suoi tanti detrattori che, evidentemente, aspettavo un’annata difficile per il pesarese per inondarlo di critiche spesso gratuite: la Ducati, escluso l’anno del mondiale 2007 di Stoner (ma lì per unanime giudizio c’erano pure delle gomme fantastiche), ha mai prodotto una moto semplice e vincente al pari delle giapponesi??? Non mi pare, infatti sono nella motoGP dal 2001 credo e tranne quell’anno non sono riusciti a competere seriamente per la vittoria finale! Non sono un tecnico ma un vero appassionato di corse e credo che il problema non sia il braccino di Vale o il suo appagamento quanto, piuttosto, un progetto di moto non esattamente vincente e si sa, vedi Ferrari, che se il progetto non è indirizzato sin da subito correggerlo in pista non è semplice, a meno di rivoltare la squadra tecnica (Costa appiedato ha dimostrato che lì c’era davvero un problema di progetto/sviluppo) cosa che in Ducati non credo sia fattibile, visto che Preziosi è stato proprio l’artefice dell’ingaggio del 9 volte campione del mondo… ricordatelo, 9 volte!!!

  7. E’ la Red Bull che vince solo perché non hanno vietato da subito gli scarichi soffiati

    Devastoner
    Capirossi almeno sapeva indirizzare lo sviluppo, andato via lui la moto ha fatto passi indietro
    Che affarone che hanno fatto

  8. E’ la Red Bull che vince solo perché non hanno vietato da subito gli scarichi soffiati.

    Devastoner
    Capirossi almeno sapeva indirizzare lo sviluppo, andato via lui la moto ha fatto passi indietro.
    Che affarone che hanno fatto.

  9. certo che VALE ha la sua parte di responsabilità ma lo ha pure ammesso candidamente, anche lui si sente inadeguato a questa moto… lui le moto le guida, non le violenta. chiaro che sulla DUCATI non sa starci. o trova un compromesso degno tra via tecnica e manico o è meglio che cambi aria e in fretta… anche lui per alimentare la sua fama deve vincere. può vivere ancora un pò di rendita ma poi ? e cmq è una risorsa del motomondiale, con lui dentro a battagliare non possiamo che divertirci ancor di più!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *