C’è fretta e fretta

Sapevamo che la fama del Sachsenring è una bufala. Continuiamo a sentirci dire che ai piloti non piace e non c’è una gara che lì riesca storta, noiosa o ingannevole. È stata straordinaria la fretta lucida di Daniel Pedrosa verso il traguardo quando si è fatto il momento di prendere margine, ma non è da meno quella di Lorenzo, che, come il Rossi dei tempi migliori, ha piazzato in una corsa perfetta un azzardo che se gli andava storta eravamo qui a dargli del matto. Ma, siccome Lorenzo è un campione, è andata dritta con un recupero su Stoner che ha tre pregi: quello di farsi ammirare sinceramente, quello di portare a casa  punti in più nel mondiale e quella di far capire a Stoner che se pensava di passeggiare in giro per la stagione, lui non ha nessuna intenzione di lasciarglielo fare. Continua a leggere

Un recupero urgente

Toccato il fondo, meglio così. Male, malissimo, ma meglio così. Per reagire, per prendere decisioni definitive per il presente, per il futuro prossimo che chiama il cambio alla 1000 cc, già scesa in pista, già giudicata non all’altezza della situazione.

Valentino, molto onestamente, sente inadeguato anche se stesso in questo momento di incomunicabilità con la GP 11.1 che ha voluto varare insieme ai tecnici Ducati. Continua a leggere

L’avvertimento di Nando

La sveglia è suonata troppo tardi, ma il segnale che Alonso e la Ferrari hanno dato a Silverstone è importante se si valuta lo scenario in prospettiva. Nando ha vinto su un circuito considerato proibitivo per le caratteristiche della macchina. Occorre anche sottolineare che il successo è maturato grazie a una strategia di gara perfetta. Insomma per la prima volta quest’anno le novità montate sulla 150 Italia hanno offerto i risultati che i progettisti si attendevano, in più il muretto box ha gestito la gara come non accadeva da tempo.

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Dall’Australia con furore

Le sensazioni sono tre. Che Webber da questa parti si trasformi, come il 2010 faceva ipotizzare; che Vettel stia iniziando, giustamente, a fare due conti in ottica mondiale, prima di scaraventarsi in curva flat-out con l’asfalto umidino; che Alonso senta a sorpresa l’odore del sangue, a sorpresa perchè se sulla carta c’era un tracciato dove difendersi era questo.

Quindi? Quindi verrebbe da tifare Mark, volendo puntare a una stagione che non finisca dopo domani e verrebbe da tifare Alonso, volendo parlare di sorpassi e remontada più che di percentuali di scarico in rilascio. Continua a leggere

Vettel? La richiamiamo noi

Ha capito e cerca di rimediare. Da ragazzo sveglio, svelto e intelligente, sta provando a raddrizzare l’unico vero limite che ormai ha, e allora giù con l’operazione simpatia.

Tanto di fotine dei meccanici sul casco, con espressioni buffe e stupide, per giunta.

Ora: Vettel è – davvero – un ottimo ragazzo. Bravo, talentuoso, disponibile (e pure simpatico a chi
scrive, per quanto possa interessare). Ma non buca lo schermo, poco da fare. Continua a leggere