Calma apparente

La gara di Indianapolis è un colpo di grazia sulla stagione di Rossi , che in un botto solo con la Ducati perde due posizioni nella classifica del mondiale, prova la sensazione di essere l’ultimo dopo un lungo, assaggia il decimo posto all’arrivo, sperimenta problemi al cambio, una moto che strappa le gomme e molte altre cose brutte ancora. La Ducati è drammaticamente l’ultima casa della corsa americana dove, per tutti i suoi piloti stavolta, è risultata più inguidabile che mai. Continua a leggere

Quando avete sentito parlare di Schumi?

Tra le mille domande rivolte ai paddock sui vent’anni di Formula 1 di Schumacher è stata quella apparentemente più banale a offrire spunti interessanti.

Quando avete sentito parlare di Schumi per la prima volta nella vostra vita?

Alonso ha risposto così: “Purtroppo la prima volta che ho sentito il suo nome è stato il primo maggio del 1994, il giorno della morte di Senna. Prima conoscvo solo Ayrton, anche perché in Spagna nessuno trasmetteva le gare di Formula 1″. Continua a leggere

Senna e Senna

Cari malinconici degli anni che furono – convinti che il passato sia nettamente meglio del presente – mettetevi comodi. Perchè l’ultima conferma della tesi arriva dalla Formula 1. Dove c’era un Senna in nero Lotus Renault che scuoteva gli animi, dove c’è la versione odierna che, con tutto il rispetto, non scuote proprio niente. Sarà lui, Bruno, a prendere il posto dello spento Heidfeld, domenica a Spa. Lui che però si chiamerebbe Bruno Lalli, se non avesse ben pensato di acciuffare il cognome di mamma Viviane (la sorella di Ayrton).
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Solitudini

C’è modo e modo di essere soli . Ci sono intanto quello di Stoner primo e quello di Lorenzo quarto. È stato straordinario come Lorenzo fino a qui sia riuscito a tener su il proprio mondiale, senza uno straccio di aiuto da nessuno che guidasse la sua stessa moto, se non con sprazzi rari. Continua a leggere

La forza di Alonso

Non tutte le stagioni vanno come le avevi immaginate. Accade che arrivi in Ferrari con l’idea di iniziare un nuovo ciclo vincente e invece ti ritrovi il primo anno a faticare come un matto a inizio campionato, a crederci a metà stagione, a sfiorare il titolo all’ultima del mondiale. Pensi che ci sta, in fondo puntare a sbancare al primo giro è anche troppo e allora vada pure per il secondo.  E invece è ancora più dura. Inizi il 2011 in salita, una fatica pazzesca, poi ti ritrovi la macchina giusta quando ormai è probabile che sia tardi. Continua a leggere