La forza di Alonso

Non tutte le stagioni vanno come le avevi immaginate. Accade che arrivi in Ferrari con l’idea di iniziare un nuovo ciclo vincente e invece ti ritrovi il primo anno a faticare come un matto a inizio campionato, a crederci a metà stagione, a sfiorare il titolo all’ultima del mondiale. Pensi che ci sta, in fondo puntare a sbancare al primo giro è anche troppo e allora vada pure per il secondo.  E invece è ancora più dura. Inizi il 2011 in salita, una fatica pazzesca, poi ti ritrovi la macchina giusta quando ormai è probabile che sia tardi.

Sembra una beffa e invece se ti chiami Alonso tieni duro, calcoli punto su punto, metti da parte che non si sa mai, sai fare economia come chi è partito dal basso e non si è montato la testa. E infatti la forza di Alonso sta nell’essere una persona straordinariamente motivata e profondamente normale.

Stupisce noi e i suoi quando si presenta a Maranello fra una gara e l’altra pur non avendo necessità di timbrare il cartellino. Lo fa perchè un team sta insieme, condivide un dialogo comune. Tanto da dire che si sente al massimo della sua capacità di guida ma se la macchina non è al top è sicuramente anche colpa sua, che non sa comunicare perfettamente agli ingegneri quel che ci vuole. Sembra un controsenso. E’, al contrario, il segno di una maturità professionale e umana rara: affronta le responsabilità in modo pieno e adulto.

La differenza la fa mostrando quanto la Formula 1 sia sport di squadra. Vorrebbe certo la macchina più forte, viaggiare con un margine esagerato e godersela dalla vetta del mondiale. Ma se non accade sa come gestire la situazione.

Conosce la forza del gruppo e rifiuta il ruolo di star. Al punto che passa il suo primo weekend di vacanza a Madonna di Campiglio con parte del team e i giornalisti. Va in bicicletta, cammina per ore in montagna seguendo il gruppo come nelle gite organizzate. Sorride, si arrampica, butta lì qualche battuta con i più intimi, risponde a mille domande tutte simili senza mostrare impazienza. Diverso da chi pensa che fare il pilota sia un impegno da due weekend al mese. Sette ore di guida flat out, qualche riunione, un sorriso (per favore ben fatto!) per gli sponsor.

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8 risposte a “La forza di Alonso

  1. Evidentemente immaginare dove e come sarebbe messa la Rossa senza quell’omino qua è forse esercizio troppo complicato…
    In altri periodi la macchina nasceva subito vincente e, ciò nonostante, i titoli non arrivavano (o arrivavano per digrazia altrui).
    In altri periodi se la macchina nasceva male (come quest’anno) non ci si giocava certo la vittoria tutte le domeniche, di giocarsi il titolo poi (come l’anno scorso)nenache a parlarne.
    PS se vogliamo parlare di “sviluppo”, l’F10 e l’F150 sono entrambe cresciute durante la stagione.

  2. siamo al paradosso….
    alonso è un ottimo pilota, però non vi sembra di esagerare con i complimenti???
    quando arrivò in ferrari si disse che “ufficialmente” il cambio di pilota era avvenuto per avere un pilota capace di sviluppare la vettura (cosa in cui raikkonen sembra non fosse particolarmente brillante, e dico sembra), ma dopo due anni siamo sempre difronte alla stessa scena: red bull davanti ferrari a rincorrere con mclaren.
    allora mi domando: forse qualcuno non fa il suo lavoro??? perchè tutti questi elogi???
    se non ricordo male qunado raikkonen portava a casa punticini era indolente, apatico, non motivato, appagato o peggio ubriaco e travolto dalla sua vita privata….,mentre alonso è un grande economista….
    ma bisogna parlarne bene per forza,perchè non ammettiamo che la ferrari non ci ha guadagnato granchè dal cambio??? per non parlare di massa….

  3. siamo al paradosso…..
    per carità gran pilota alonso, ma non vi sembra di esagerare con i complimeti????
    per essere razionali: è arrivato “ufficialmente” perchè capace di sviluppare la macchina (cosa in cui raikkonen sembra non brillasse, e dico sembra); dopo due anni stiamo assistendo sempre alla stessa scena: red bull davanti e ferrari a rincorrere, allora mi viene spontaneo pensare che qualcuno qui non fa il suo lavoro…..
    ammetto di preferire raikkonen come pilota e come atleta a 360° in genere; ma quando kimi faceva economia per portare a casa punti tutti a dire che era appagato, distratto, menefreghista, o peggio ubriaco e preso dai suoi bagordi…. e ora alonso è un grande economista????
    vinca il titolo e poi ne riparliamo….

  4. ah ah ah ah…..ci manca solo che scriviate che tutte le sere paga cena a tutti e siamo a posto…….Ma Alonso non era quel genio che da solo avrebbe sviluppato la macchina e l’avrebbe resa vincente eni secoli dei secoli……mah dopo 2 stagioni stiamo ancora sul Raikkonen 1 Alonso 0…. e di sicuro kimi non ha avuto tutte le attenzione riservate allo spagnolo…..

  5. Siamo giunti alla deificazione, è proprio vero che con le vacanze alle porte come i tg fanno servizi sui costumi anche qua con qualche cosa bisognerà riempire il blog.
    Sarebbe carino e curioso magari approfondire anche gli altri piloti del mondiale durante la pausa.

  6. alonso è il pilota giusto per la ferrari lo sta dimostrando come uomo e pilota ,parla italianno communica con tutti è non molla mai malgrado i mezzi a sua dispozizione .il tempo dara ragione ad alonso ed al team !! forza ferrari.

  7. E’ più forte di me non ci riesco.
    Alonso non mi sarà mai e poi mai simpatico.
    Pilota fortissimo, nulla da dire, ma la passione che mi esercita sebbene guidi la rossa è pari a zero.
    Niente a che vedere con gli anni di Schumi e Kimi.
    E leggere in continuazione articoli che riportano quanto sia bravo Alonso nonostante non vinca non aiuta ad avvicinarmi a lui.
    Ha sempre avuto l’aria del raccomandato, da sponsor e stampa.
    E pensare che per il talento che ha, non ne ha davvero bisogno.

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