Il potere va in Honda

Simoncelli resterà alla Honda. Farà lo stesso, probabilmente Dovizioso. Team Gresini per il primo, Team Cecchinello per il secondo. Tutto bene? Certo, per molti versi. Non del tutto per altri. Perché viene il sospetto che la Honda sfrutti del tutto l’enorme, persino eccessivo potere che detiene nel motomondiale. La domanda centrale è la seguente: Simoncelli o Dovizioso o chiunque altro che corra su una Honda MotoGP ha, ha avuto, avrà mai la possibilità di mettersi davanti –stabilmente davanti, s’intende- ad un pilota che corre per il team ufficiale? Continua a leggere

Buoni o cattivi?

Una bella birra per tutti e sotto con la discussione: meglio essere Button o Hamilton? Non alludiamo alle rispettive fidanzate, per carità, quello rientra nei gusti personali, condivisibili o meno. Parliamo di stile, approccio di guida. Mentalità. Meglio non pensare nemmeno un millesimo di secondo prima di attaccare o studiare le possibili variabili di una manova come un perfetto professore in giacca e farfallino? Rende di più, a fine gara o a fine campionato, l’impeto dell’attaccante o la razionalità del playmaker? Continua a leggere

Vettel da paura

Vettel che abbassa la pole dell’anno scorso di 1 secondo, che rifila un giro
scarso al resto del gruppo, che sfiora i muretti, che ha l’occhio pallato,
avrebbe dovuto vincere il mondiale il mese scorso! Perchè, inutile girarci
attorno: il ragazzo è in uno stato di grazia da far paura e va bene che
guida un razzo, ma sto razzo bisogna pur guidarlo, come dimostra bene il pilota
più treste del mondo e del momento: il povero Webber. Continua a leggere

I furbetti del circuitino

Ma per essere più veloce, arrivare davanti, insomma vincere, è necessario dire balle? La giro: fare il furbo, circuire la verità, prendere anche un po’ per i fondelli gli altri, serve a tenere tutti dietro? Insomma il furbetto fa strada? Più strada? Il piccolo ragionamento arriva dalla notte singaporegna, lontana dal giorno italiano dove ormai il furbo ahimè vince sempre e non mi riferisco alla F1. Ma volendosi limitare alla F1 ecco lo spunto. Alonso che ci risponde – in conferenza – “Ma no, non perdiamo due secondi tra le gomme morbide e le dure” e Massa che ci risponde “Sì, sì, abbiamo due secondi tra le morbide e le dure”. Continua a leggere

Da Valentino a Stirling Moss

Quando ci sono di mezzo i motori, auto o moto, il discorso si fa complicato. Contano le vittorie, ovviamente. Ma non soltanto, non sempre, per chiunque voglia valutare chi guida. Valentino Rossi, ad esempio, considerato il numero di vittorie, sarebbe fuori discussione a titolo definitivo, dato il curriculum. Invece, in questo momento è sottoposto a molte critiche anche se pare difficile comprendere esattamente sino a che punto – a che punto esatto intendo – incida sulla cattiva prestazione, la Ducati che guida. Tanto è vero che le opinioni in proposito sono molte e diverse tra loro. Figuriamoci se trattiamo piloti che, per una ragione o per l’altra, non dispongono di tante firme sull’albo d’oro. Continua a leggere