Le squadre zoppe

Vettel è magnifico, Button è sorprendente, Alonso è un martello. Va bene, ma gli altri tre?

Webber, compagno di Vettel è imbarazzante; Hamilton, compagno di Button è svaporato; Massa, compagno di Alonso è evaoprato. Tre squadre zoppe, tre secondi piloti di talento ingabbiati per ragioni diverse in altrettante nubi. Il tutto per un panorama deprimente. Il divario tra i due piloti Red Bull pare troppo ampio, pur considerando il lungo momento felicissimo di Sebastian, qualche scelta del team a lui favorevole. Ma Webber è l’ombra del pilota che un anno fa ha lottato per il titolo, non imbrocca una partenza, un ritmo decente se non nel finale di troppe corse. Continua a leggere

Il circo ricco e viziato a Delhi

L’argomento è un bel ginepraio che si snoda tra possibili accuse di retorica e reazioni insofferenti per una situazione arcinota. Ma se nella situazione arcinota ci capiti dentro per qualche giorno, qualche ora, qualche camminata serale, allora le cose cambiano e ti viene di getto di scrivere che venire con la F1 qui è molto forzato, praticamente indecoroso.

C’è San Paolo con le favelas, direte, va bene. La Cina, dove si va da qualche anno, era messa così se non peggio solo un paio di lustri fa e va bene, ma la sensazione di disagio e imbarazzo che chi scrive sta vivendo, passando come se niente fosse da un’intervista all’altra, è presente qui come in nessun’altro posto. Complicato ritrovarsi addirittura al limite della lamentela, perchè la rete è lenta o lo shuttle hotel-autodromo in ritardo. Lavarsi i denti con l’acqua minerale per evitare probabilissime gastrointeriti o scegliere, per lo stesso motivo, piatti caldi scartando altro che per altri, qui, sarebbe una manna. Continua a leggere

Il trionfo della normalità

Paolo e Rossella Simoncelli sono sorpresi. Non si aspettavano una manifestazione d’affetto globale come quella che sta ricevendo il loro Marco. Dentro un lutto, un dolore lacerante che solo chi è genitore può provare, troviamo finalmente una buona notizia. Quello che sta accadendo è il trionfo della normalità, di una famiglia che ha allevato il proprio bimbo secondo quelli che considero i valori reali, assecondandolo nella sua passione che poi è diventata una professione. Continua a leggere

Un anno maledetto

E’ un titolo che ricorda la morte di Senna. Un anno maledetto quello, per Ayrton, brevissimo, 1994; un anno maledetto questo, lungo, di Marco Simoncelli. Dentro il quale ci sono stati troppi nodi. La polemica esasperata per la sua esuberanza in pista, una polemica amara perché innescata dai suoi colleghi; la lunga, lunghissima trattativa per il rinnovo del contratto con la Honda. Tutta roba chiusa in un baule alla vigilia della corsa che l’ha portato via. Continua a leggere

Cara Ducati, chiedo scusa

di Nico Cereghini

Voglio chiedere scusa a tutti per la brutta espressione che ho usato in “Fuorigiri” domenica mattina, dopo la gara di Phillip Island, quando si è parlato della caduta e della moto di Valentino. Giustamente, in tanti si sono sentiti urtati. Non sono mai stato volgare, lo sapete; ho anzi sempre cercato di esporre le mie considerazioni in modo attento e curato, mentre questa volta sono caduto in un errore.  Sarà stato il clima un po’ rilassato che si è instaurato nello studio, o forse la mancanza di sonno, ed ho letto in pubblico un mio appunto personale e scherzoso che avrebbe dovuto restare lì, sul mio foglio. Ma non cerco giustificazioni, il fatto è che ho mollato i freni, ho buttato lì un paio di concetti in totale libertà, una specie di imprecazione che è suonata come un’offesa alla Ducati anche se non voleva esserlo. Continua a leggere