Tra Vettel e Senna

Pensava a Senna, il buon Sebastian, col cambio rotto a San Paolo. Come accadde ad Ayrton vent’anni fa, la Mclaren con la sola sesta marcia che arranca sino al traguardo. Ma le differenze sono un po’ eccessive per cercare l’abbinamento. Senna vinse qui nel 1991; Sebastian ha perso nel 2011. Non certo a causa del cambio, visti i tempi sul giro. Piuttosto, per offrire il primo regalo di Natale. Un regalo destinato a Mark Webber, povera stella, che ha così chiuso con un sorriso un anno tristo, rimediando il terzo posto nel Mondiale. Ai danni di Alonso, per un punto, il che offre una foto realistica della stagione Ferrari, nonostante Alonso, appunto, che ha corso sino all’ultimo Gran Premio da grandissimo campione. Continua a leggere

Il nuovo che non avanza

Alla Renault lo sanno benissimo. Kubica, anche a mezzo servizio, avrebbe raccolto il triplo rispetto a Petrov e Bruno Senna. Così masticano amaro pensando che il polacco sia destinato alla Ferrari per il 2013. Il fatto è che di giovani piloti davvero promettenti non se ne parla. Per questo Robert non avrebbe alcun problema a trovare un posto in Formula 1, per questo anche un vero ex come Raikkonen continua ad essere nominato, anche qui in Brasile, nelle chiacchiere del mercato.
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Da Simoncelli in poi

Oggi abbiamo la ricorrenza di un mese esatto per fare i conti con ciò che non è passato, ciò che non è stato metabolizzato della scomparsa del Sic e ciò che dovremmo avere imparato. E’ il tempo peggiore, presumo, nella casa di Coriano. La marea affettuosa si ritira come l’acqua assorbita dalla terra. La famiglia Simoncelli si ritrova a misurarsi con quel che sopravvive di sé. Erano e rimangono soprattutto una famiglia. Marco riempiva le giornate, faceva rumore e confusione, animava di vita e di amore gli spazi dentro e fuori i muri di casa. Continua a leggere

Una gara-omaggio

A furia di fare il padrone, Vettel ha perso qualche abitudine comune ad altri. Tipo beccare un gavettone mentre ti trovi in testa, tipo arrendersi ai box causa guasto, tipo concedere il centro del palcoscenico a dei colleghi, tipo andare a raccontare cosa ti è capitato anche se l’umore è scuro scuro.

A furia di gufare questo ragazzo trasportato da un talento magnifico e da una machina perfetta, è arrivato un pizzico di rogna pure per lui. Robetta, visto che il filotto smaltato si è protratto da gara uno a gara 17, un numero del quale si poteva diffidare. Continua a leggere