Da Simoncelli in poi

Oggi abbiamo la ricorrenza di un mese esatto per fare i conti con ciò che non è passato, ciò che non è stato metabolizzato della scomparsa del Sic e ciò che dovremmo avere imparato. E’ il tempo peggiore, presumo, nella casa di Coriano. La marea affettuosa si ritira come l’acqua assorbita dalla terra. La famiglia Simoncelli si ritrova a misurarsi con quel che sopravvive di sé. Erano e rimangono soprattutto una famiglia. Marco riempiva le giornate, faceva rumore e confusione, animava di vita e di amore gli spazi dentro e fuori i muri di casa.

E’ ora il momento in cui non lasciarli soli, ora il momento in cui, di norma, soli ci si sente come non mai. Al di là di ogni sensibilità personale, è nei fatti concreti che Simoncelli deve rimanere vivo.

Abbiamo visto con piacere su Twitter la sfida a distanza tra Rossi e Lorenzo alle prese con un videogioco. Più vicini come due ragazzi normali invece che come avversari giurati e disarmonici. Non so se abbia a che fare con la storicizzazione di un vuoto che ha unito, ma è un fatto che sia successo. Le ultime due gare di un Mondiale che sembra lontanissimo ci hanno restituito un paddock in armonia con se stesso, pur essendo il tempo peggiore che il campionato abbia mai attraversato; perché ha perso Marco soprattutto e perché bisogna ritrovare un orientamento sportivo e tecnico in un contesto di crisi profonda, globale e del settore. Tenere viva la luce di Simoncelli, che fa chiaro sul peso reale dei piccoli dissidi e delle piccole disarmonie quotidiane, è una via straordinaria per collaborare al miglioramento del “suo” movimento. Si può parlare insieme di sicurezza, regole, gomme, passioni, tifo, fazioni e persino di marketing.

Restano insomma da tenere umide e vitali le radici di un sentire affettuoso e costruttivo sbucato dalla terra il 23 ottobre scorso mentre il nostro ed il nostro cuore si spaccavano in due. Non c’è molta differenza tra il Simoncelli che abbiamo conosciuto noi e quello di cui avete goduto voi attraverso la tv e i giornali. Sic era quello che si definisce uno vero, senza una maschera pubblica da indossare al bisogno. Così diretto e vivace anche in pista da risultare un problema le volte in cui la sua aggressività veniva confusa con la cattiveria. Paolo Simoncelli, Rossella Simoncelli, Martina e Kate, un mese fa hanno accolto tutti senza differenze, ponendo spontaneamente il perdono all’apice di ogni virtù, rendendo virtuosi a loro volta gli uomini con un conto in sospeso che hanno avuto il coraggio e la forza di riavvicinarsi. E’ stato molto bello, è quello che succede guarda caso nelle famiglie solide ed è da qui che sarebbe fantastico poter ricominciare a correre.

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55 risposte a “Da Simoncelli in poi

  1. Ma dico io, c’è un tempo per tutto, e questo è iltempo del silenzio, quel silenzio assordante dove si ascolta il dolore che uno porta nel cuore e nell’anima, questo continuo clamore intorno alla figura di questo ragazzo è indecoroso e indegno. Il dolore è una cosa privata non un vanto da sbattere in faccia a tutti. Sereno Natale a voi tutti

    Libro Fotografico “Supersic 58. Marco Simoncelli”

    a quando la dedica alla sagra della salamella ????? vergognoso tutto sto bailame

  2. sono tra quelli che pensa che tutto quello che è ruotato intorno a marco dopo la sua scomparsa sia per un buon 80% dovuto solo a fattori puramente economici e commerciali , penso che se da una parte la diretta di un funerale sia un “privilegio” di cui pochi possono beneficiare , dall’altra credo che sia stata una palla colta al balzo per poter far salire gli ascolti e dare il via ad un “marchio” che sarebbe , da li a poco , nato.
    poi però penso al padre , a paolo , una persona che per la passione del figlio aveva messo da parte tutto , dedicandogli anima e corpo ed ora si ritrova senza niente in mano se non una serie di ricordi , guardo i suoi occhi in bilico tra l’orgoglio e la tristezza mentre esibisce i trofei di marco , allora capisco che forse è questo quello che lui vuole ;ricordare il figlio , sempre ed in ogni modo…spetta poi a noi farlo in modo maturo e rispettoso , senza sbandierarlo alla minima occasione e in contesti dove non c’entra niente.
    mi auguro solo che tutto questo “volere ricordare” non sia un fuoco di paglia , spero che gli ideali di marco siano tramandati nel tempo ai più giovani e a tutti gli sportivi in generale…il mondo dello sport avrebbe bisogno di tante persone come marco.

  3. Io ho sperato tanto che la perdita di questo ragazzo unico, così come ha unito i piloti per affrontare il dolore e la paura, avrebbe unito e reso più civili e rispettosi gli utenti di questi forum, invece devo constatare che i veleni, gli astii e le invidie continuano e la cattiveria di alcuni personaggi non è morta col Sic. Mi spiace tanto, l’uomo piccolo non si smentisce mai davanti a nulla. Mi spiace per il Sic e per la sua famiglia che non lo meritano e mi spiace per questi ragazzi che rischiano la vita che non meritano tifosi così gretti e meschini.

  4. Del Sic mi ha sempre colpito la capacità di incassare le sconfitte o le giornate storte senza demoralizzarsi: a differenza dei suoi colleghi non si rinchiudeva in camper per evitare le interviste, anzi concedeva le interviste senza esternare alcuna rabbia (non mi ricordo di averlo mai visto palesemente arrabbiato). Certi momenti saranno stati difficili per lui, ma sapeva mantenere l’equilibrio e prenderla con filosofia. Un carattere ammirevole.

  5. non fraintendete per favore, io e sottolineo io sono daccordo nel ricordarne la scomparsa ad ogni anniversario, ma basta ste pagliacciate mediatiche.
    Se uno vuole può far arrivare alla famiglia yutte le manifestazioni di cordoglio che vuole , ma dopo un po uno ha anche il diritto di dimenticare soffrendo in santa pace e non vedendo coivolto il proprio figlio ad ogni tipo di evento….maca solo associarlo alla sagra della salamella e poi bon.
    L’affetto non è fare vedere le lacrime , ma saperle nascondere e il dolore resta nel cuore e nonm nei titoli dei reportage

  6. Xmurano e per quelli che la pensano come lui…si è vero che il dolore è una cosa privata, ma secondo te la sua famiglia soffrirebbe di più se ogni giorno ricevesse continue dimostrazioni di affetto o se marco verrebbe diemnticato???fai te…

  7. Guardi Meda , che il dolore e la sofferenza sono cose private e il continuare a ciurlare nel manico , non fa altro che dimostrare lo sfruttamento mediatico della tragica fine di questo meraviglioso ragazzo.
    Ora basta, abbiate almeno il pudore di lasciarlo riposare in pace

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