La crisi colpisce anche la F1

Venti gare in calendario che rischiano di diventare 18. Dodici squadre iscritte che potrebbero diventare 11. Insomma anche in Formula 1 inizia a tirare una brutta aria. Si fa finta che la crisi, per il veloce baraccone gestito da Bernie Ecclestone, non esista. Ma i dati di realtà descrivono un altro scenario.
Sono appena quattro i team che godono di buona salute sotto il profilo finanziario. Red Bull, Ferrari, Mercedes e McLaren. Per quanto riguarda quest’ultima servirà comunque comprendere quanto peserà nel medio e nel lungo termine l’uscita definitiva della Mercedes dall’assetto societario. Il resto del gruppo viaggia al limite della sopravvivenza e nel caso della HRT esistono pure forti dubbi che possa schierarsi al via della stagione. Così tornano di moda i piloti con la valigia, cioè chi in Formula 1 il posto se lo compra con i quattrini personali o degli sponsor che porta in dote alla squadra. Una tendenza pessima che rischia di allargare la forbice nelle prestazioni tra chi sta davanti e chi è lì solo per fare numero.

Poi c’è la questione autodromi. Per l’Europa i costi stanno diventando insostenibili e gli organizzatori chiedono a Ecclestone di ritrattare i contratti. Ecclestone propone come via d’uscita l’alternanza dei Gran Premi, puntando poi a organizzare gare fuori dal continente, dove c’è gente disposta a pagare 30 milioni di euro l’anno per avere un Gran Premio di Formula 1. Ma anche fuori dall’Europa il giocattolo si sta rompendo. In Corea hanno già chiesto uno sconto corposo a causa della voragine che si è aperta nel bilancio dopo 2 edizioni appena. Austin continua la sua disperata corsa contro il tempo per terminare i lavori in tempo utile. Per quanto riguarda il Bahrain il discorso si sposta sul piano politico con il Gran Premio che rischia di saltare un’altra volta a causa delle tensioni sociali che da un anno stanno lacerando il paese.

Intanto molte grandi case automobilistiche hanno deciso di investire altrove. La BMW tornerà a correre nel DTM, il campionato tedesco turismo, mentre prosegue la sua attività con la Mini nel mondiale rally. Proprio nel rally ha scelto di debuttare nel 2013 la Volkswagen che ha iniziato il programma di sviluppo della Polo. La Toyota, uscita malconcia dall’esperienza in Formula 1, correrà la 24 ore di Le Mans con una vettura ad alimentazione ibrida, raggiungendo Audi e Peugeot nel panorama delle gare di durata. In Formula 1 le case impegnate direttamente restano solo 2, Ferrari e Mercedes. Il marchio Renault esiste infatti esclusivamente come fornitore di motori, mentre pare esagerato – visto il numero limitato di esemplari prodotti – considerare marchi legati alla produzione di serie McLaren, Lotus e Caterham.

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3 risposte a “La crisi colpisce anche la F1

  1. La crisi non c’è solo in F1.

    Proprio oggi pomeriggio la Peugeot, con un breve comunicato stampa, ha fatto sapere al mondo delle corse che NON prenderà parte alla 24 di Le Mans 2012.

    L’ennesima tegola che pesa negativamente sul mondo del motorsport.

  2. @rontolino
    Premetto che non posso parlare con dati alla mano, neppure io sono informato sul budget Lotus; solo ti faccio notare che il tuo ragionamento non è necessariamente scontato perché magari il ritorno di un ex-campione del mondo, tanto stimato nel circus, e tanto (ri)atteso, può portare grandi incrementi nelle entrate grazie agli sponsor. Quindi magari Raikkonen si “paga da solo” lo stipendio, nel senso che porta tante entrate di sponsor per il team, quanto poi sono i soldi che il team di contratto gli deve. È solo un’ipotesi, ovviamente, ma è per dire che può essere come dici tu, ma non è una cosa proprio scontata! Ciao!! 🙂

  3. magari mi sbagliero perchè non ci capisco molto però direi che di squadre che stanno bene finanziariamante per me ce ne è anche una quinta: la Lotus…non credo che se stesse male o in bilico come le altre si permetterebbe di ingaggiare uno come Raikkonen che non è proprio a buon mercato.

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