FENOMENI E SOMARI

I meccanici della Ferrari sono diventati dei fenomeni. Tutti a dire “che bravi!”. Dopo averli bollati per bolliti. Adesso i somari sono altri, quelli della McLaren o della Red Bull, che erano dati per esempi smaltati. Poi potrà capitare che nella concitazione assoluta di un pit stop qualcuno commetta un piccolo errore, qualche bullone non sia regolato al millimetro e troveremo giudizi ancora una volta ribaltati. Alla faccia della realtà. Continua a leggere

I nervi di Vettel

Fanno sorridere le dichiarazioni di Sebastian Vettel, uno che ha smesso di ridere dopo aver riso molto a lungo. Offendere un collega, Karthikeyan, peraltro, modesto e poco difendibile, non è cosa da campione, da gentiluomo, insomma da Vettel, che resta un ragazzo molto per bene, molto forte, molto dotato, molto fortunato. A differenza del piccolo indiano. Il quale è un po’ imbranato, certo, ma pochissimo responsabile del bilancio malese di Sebastian.  Avendo a che fare con un pilota lento, doppiato e notoriamente imbalsamato, Vettel, semplicemente, ha sbagliato qualche calcolo e si è ritrovato con la gomma tagliata. Sono cose che capitano, intendiamoci. E sono anche cose che possono capitare ad un campione del mondo, senza bisogno di metterla giù dura, in un verso o nell’altro. Continua a leggere

Una botta di vita

Trovare Alonso in testa al mondiale dopo due gare in cui la Ferrari ha collezionato un numero imprecisato di ritardi cronometrici e di critiche, pare un paradosso. E, anche,un segno circa le complicanze misteriose di questo sport. Possiamo star qui a chiederci come mai una macchina che becca un secondo stabile al giro, possa mettere in pista un monologo così strepitoso, possiamo conteggiare gli errori altrui (moltissimi) e le anomalie climatiche, possiamo citare la strepitosa gara della Sauber e di Perez per dare misura di una domenica stramba. Va bene. Anche se resta una sequenza lunghissima di giri in cui Fernando ha dato paga proprio a tutti, comprese le due Red Bull, per la prima volta in vera ombra dopo un anno di soli sorrisi. Continua a leggere

I magnifici 6

I magnifici 6 campioni del mondo hanno mostrato la prima mano di carte servita da questo Mondiale. Carte ottime per Hamilton e Button, due che giocano con stili e sistemi diversi. Forse, sulla coppia serve fare ammenda e rettifica perché viene il sospetto che Jenson si sia dedicato allo studio più di Ginetto sino a sovvertire la gerarchia. Lo si è visto a Melbourne dove proprio il Gino era arrivato tonico e lucido come uno che ha smesso di fare pirlate. Il che, magari, non basta per tenere dietro un compagno dato perdente nel duello interno da tutti, compresi noi, un anno fa. Continua a leggere

Kimi’s back

Detto che la Ferrari (“da quinta fila” ammette Alonso) è dove ci aspettavamo, forse pure peggio, come test appunto lasciavano immaginare (altro che “Non guardiamo i tempi ma stiamo raccogliendo dati”) non posso lasciar passare un cross perfetto messo in mezzo da Raikkonen. Seguitemi nel ragionamento o raikkoniani indomiti. Kimi è tornato. Riportando in pista il buon, vecchio Kimi. Un pilota pieno di talento puro, capace magari di fare una gara pazzesca domani, ma preciso e costante come un bimbo di due anni. Continua a leggere