Tutti confusi

Il bilancio del fine settimana in Bahrain propone un bollettino della confusione disarmante. Ecco i punti.

1 Il Gran Premio è andato in porto in un Paese in drammatica crisi. In Bahrain è in atto una repressione durissima e il sospetto che le tensioni crescano è molto marcato. Questo –l’abbiamo detto molte volte nelle cronache di questi giorni – non riguarda altre situazioni in cui si è trovata la Formula 1 in questi anni. Perché in questa specifica occasione il Gran Premio stesso è stato utilizzato come uno strumento politico. E così andava trattato, magari evitando di dire banalità a raffica. Tipo la frase di Jean Todt che accostava un confronto tra tifosi da stadio a ciò che sta accadendo nel Paese. Gli interessi che muovono la Formula 1, nonaltro, passano sopra a tutto. Bastava ammetterlo. Con un po’ di coraggio e di realismo. Continua a leggere