Rossi e rossi

In mezzo alle nette differenze, non mancano le assonanze. Entrambi con un mezzo che soffre, che non è nato come avrebbe voluto/dovuto e che richiede uno straordinario di lavoro e di motivazioni. La netta differenza però arriva dai risultati, dalla voglia apparente e dalle parole pubbliche. Sappiamo tutti quanto Valentino, scoraggiato, abbia sparato sulla Ducati (“Speranze finite nel 2011” ecc ecc), chiudendo dietro proprio a due Ducati, di cui una guidata dal compagno di box. Sappiamo invece come si stia comportando Alonso che, volendo considerare solo le rispettive gare 1 (e quindi non il colpaccio di Sepang) a Melbourne parte male dopo un testacoda in qualifica (12esimo) ma scioglie il volante a furia di stringere e chiude quinto, rifilando 1 secondo e 7 di passo a Massa (alla fine ritirato). Continua a leggere

Ai ferri corti

In questo matrimonio tra Rossi e la Ducati al momento e salvo sorprese da valutarsi a Jerez a fine mese, rimane  ben poco da difendere. È vero che le dichiarazioni a caldo dopo una garaccia rischiano di eccedere la realtà dei pensieri dell’essere umano quando è sereno. È vero che non hanno nulla a che veder con il clima di conciliazione della Pasqua. Amen. È vero anche che potrebbe non essere la prima gara a dire la verità sull’intera stagione. Ma se abbiamo sempre sostenuto che Rossi quando parla sa quello che dice, allora  dobbiamo cogliere che all’oggi le sue dichiarazioni odorano tanto di chiusura,  secca e raggelante. Continua a leggere

Take it easy

Buona Pasqua per cominciare. Buona Pasqua dal Qatar, dove la Pasqua non è contemplata. Ma buona Pasqua lo stesso, intesa come giorno di conciliazione e di vicinanza. Che poi era anche il lascito che ci pareva avesse lasciato al motomondiale Marco Simoncelli il giorno in cui andò via. Strumentalizzarlo ora no, non va bene, ma ricordare quel clima può servire perchè un po’ di tigna la si avverte già, senza che ancora sia stata corsa la prima gara della stagione. Continua a leggere