Non solo caos

Sei vincitori per sei gare, pare un liberi tutti, un Mondiale aperto a molti, persino troppi. Invece a guardare la classifica, mica tanto, mica vero. Alonso, poi Vettel e Webber, poi Hamilton. Vale a dire, gli stessi quattro che lottarono sino alla fine due anni fa. Non è affatto un caso, anche se Hamilton è l’unico a non aver ancora vinto una corsa, anche se a sentire Alonso, è lui il pericolo numero uno. Il fatto è che i valori pesanti cominciano ad emergere anche in questo caos. Con qualche differenza rispetto al 2010.
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Non è solo pioggia

Valentino Rossi ha dovuto tenere a bada l’orgoglio fino al momento in cui si sono presentate le condizioni ideali, quelle di Le Mans, per dare, coi fatti, la propria personale spiegazione a chi pensava che ormai la sua era fosse finita. Sì, ciao. Uno può anche essere semplicemente specialista dell’acqua, avere la moto più a posto e andare, andare via, a vincere. Difatti è successo a Lorenzo, che ha fatto una gara perfetta. A Rossi no. Continua a leggere

Finalmente libero

Ha gli occhi lucidi di pianto come ne abbiamo visti tanti, di quei piloti vecchi e a fine carriera, annunciando il ritiro. Solo che Casey Stoner di anni non ne ha ancora 27 e si rivela alieno anche in questo.
Fino a qui avevamo pensato tutti che la voce che girava da un po’ fosse magari strategica, tipo una maniera di indurre la Honda a riconoscergli anche economicamente il valore che meritava. Il più alto di tutti in questo momento.
Difatti la Honda ha agito, al meglio delle proprie astronomiche possibilità, con il risultato che Stoner resta Stoner anche dicendo di no ad un pacco di milioni come non l’aveva mai visto prima e mai più lo rivedrà in nome del principio per cui la serenità non si compra e non ha prezzo. Continua a leggere

Lewis sta cambiando

Dicono che le batoste a volte siano educative. La scorsa stagione Lewis Hamilton ne ha presa una grave. Ha collezionato tanti provvedimenti disciplinari da diventare l’osservato speciale dei commissari per poi chiudere il mondiale alle spalle di un compagno di team che nessuno ha mai considerato un predestinato. Le persone con grande talento innato spesso faticano a mettersi in discussione perché hanno una consapevolezza enorme di sè costruita sull’ammirazione altrui. Continua a leggere