Vale “scarica” Preziosi

“Siamo lontani dai primi e andiamo peggio del 2011. Le speranze le abbiamo finite tutte l’anno scorso”. Pensieri e parole che Valentino Rossi aveva recapitato al mondo l’8 aprile di quest’anno, nella notte dopo la deludente esibizione nel Gran Premio del Qatar. In mezzo un solo guizzo, il secondo posto nel Gran Premio di Francia. Poi solo mazzate assorbite con un certo aplomb. La tregua verbale è durata 82 giorni esatti. Dopo la piazza 10 nelle qualifiche di Assen Rossi è esploso. Una detonazione con contorni subliminali, nel senso che non è stato fatto il nome il cognome del responsabile del fallimento, almeno secondo Valentino.  Continua a leggere

Pazzo pomeriggio ferrarista

Presente, passato e passato remoto della Ferrari si sono ritrovati sul podio, nel magico e allo stesso tempo pazzo pomeriggio di Valencia. Raikkonen aveva preso il posto di Schumacher. Alonso aveva fatto lo stesso con Kimi. Insieme Schumi e Raikkonen hanno vinto 6 mondiali in rosso e ora tocca a Nando allungare la serie. Quello che ha fatto in riva al Mediterraneo è un deciso passo in questa direzione. Continua a leggere

I trenta secondi di Rossi

Trenta secondi scarsi dentro una corsa durata quasi 45 minuti. Trattasi della durata complessiva dei 2 stacchi di regia dedicati a Valentino Rossi nell’economia della gara di Silverstone. Nessun errore di grammatica televisiva. Difficilmente infatti vengono dedicati tempo e inquadrature a chi viaggia a centro gruppo. Il problema semmai è un altro. Riguarda la visibilità degli sponsor. Di quanti soldi gli sponsor in questione hanno investito nell’operazione Rossi-Ducati. Continua a leggere

Quella Yamaha che piace a Rossi

Con Rossi prima, senza Rossi adesso, comunque la giri, dovunque tu la metta, la Yamaha è la moto migliore che ci sia al mondo, quello della MotoGp.  Non si può fare a meno di considerare chi la guida, chi la porta su, fino a vincere tre gare consecutive o quattro su sette se preferite. Non si può insomma togliere a Lorenzo ciò che è di Lorenzo, specie dopo la gara di Silverstone che è stata la perfezione vera della velocità e della tattica.

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Kubica non insegna

Evidentemente quanto accaduto a Robert Kubica nel febbraio del 2011 non è servito a nulla. Infatti siamo di fronte a una tragedia causata da dinamiche identiche. Una macchina che sbanda, esce di strada e viene sventrata da un guard rail. Kubica è ancora alle prese con un recupero complicato, ma almeno lui ce l’ha fatta. Continua a leggere