Hamilton, sulla carta

Gli amanti di Grand Prix la conoscono: è la rubrica in cui facciamo disegnare un tracciato a un pilota. Carta bianca e pennarello nero: prego, disegni la mappa a memoria. Ecco l’abbiamo fatto oggi con Hamilton il quale, dopo la pista di Budapest (che vedrete appunto in Grand Prix domenica) c’ha preso gusto e ha voluto provarne un’altra. Tipo Abu Dhabi.

Ecco, la dimensione, lo stato mentale di questi alieni chiamati piloti li vedi anche da questo. Lewis, s’è incredibilmente inceppato all’inizio (Abu tra l’altro ha un bel 21 curve che non la rendono una delle piste più facili da tratteggiare) ma niente: testa giù, sopracciglio inarcato e una bolla tutt’attorno. Concentrato, incattivito con sè stesso, insomma competitivo al massimo.

Il sottoscritto ha osato dirgli, sorridendo, che le cose lui vuole farle sempre al massimo e la sua risposta è stata una specie di grugnito pericoloso. Un po’ come quando, ai tempi della Gp2, sfidava Rosberg a mangiare una pizza nel minor tempo possibile e vinceva. Non importa se ci sia davanti una pole da autografare o un disegno da inventare davanti alle telecamere. Lui, e pochi altri qui, pretendono il massimo, si incarogniscono e non ammettono se e ma.

La ricordo perfettamente” continuava a dire “ma non è facile metterla sul foglio“. Quasi nervoso. Insomma, questo. Gente nata con la competizione nel biberon, l’amor proprio fuori scala e la lievissima attitudine alla sfida. Mica semplici piloti.

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10 risposte a “Hamilton, sulla carta

  1. mengo te lo spiego subito io il motivo del perchè non riusciva a disegnare il tracciato di Abu Dhabi, allora lui semplicemente non conosce le piste e non guarda il tracciato….guarda gli altri per speronarli
    a proposito del suo incarognimento mentre tentava di disegnare, sei stato fortunato che gli è passata altrimenti appena salivi in auto ti avrebbe speronato come solo lui sa fare….SEMPRE

  2. Concordo con Christian.78, qui il talento da pilota c’entra poco, basta ripetere il circuito con un qualsiasi videogioco et voilà diventiamo tutti degli Herman Tilke o degli Schumacher. Comunque da lodare il fatto che per una volta non sia partita una sviolinata lunga quanto il circuito a favore dello spagnolo vestito di rosso..

    Ps. Signor Mengo, se mi permette la battuta, con questi occhiali mi ricorda un Guido Meda giovane 😀

  3. cmq sia se proprio da solo nn ci arrivi te lo spiego io!
    il senso di questo articolo voleva solo far notare l’impegno, la determinazione e la voglia di essere sempre i primi, ke hanno alcuni piloti certamente fuori dal comune(a prescindere da cosa stiano facendo)!!

    xo immagino tu come altri ti sia trovato spiazzato dal nn leggere almeno una volta la parola ALONSO con al seguito 8000 frasi di elogio!

  4. Stefanozzo capisco che più di una notizia eclatante questa è una curiosità leggera, ma tu come hanno fatto tanti altri puoi anche semplicemente leggere, farti un sorriso o un pianto e tornare a fare altro, non necessariamente devi lasciare il tuo sigillo.

  5. è questione di memoria,di allenamento…anche io ricordo a memoria tracciati di f1 con tutte le loro curve..con questo non è che voglio sminuire il tutto ma basta giocare un po’ a f1 2010 o qualche simile videogioco per un bel po’ di ore,giorni,mesi che la cosa viene naturale..!!

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