Classe di ferro

La MotoGP attuale, con Pedrosa, Lorenzo e Dovizioso, sembra una questione generazionale. Il podio di Aragon ne è la dimostrazione. Quelli che vincono, quelli che sul podio ci vanno, quelli che fanno la differenza, gli attuali fenomeni, sono tutti prodotti dello stesso periodo, quelli che si son scontrati tra loro da ragazzini, che hanno corso insieme in 125 e in 250; coi vecchi motori a due tempi che continuano a sembrare la scuola motomondiale migliore. Pedrosa,  Lorenzo e Dovizioso, ma anche l’assente Stoner, tutti nati tra l’85 e l’87, si conoscono e si misurano tra loro da un vita. Continua a leggere

Lewis ha scelto i soldi

Tra la macchina migliore in Formula 1 e un conto in banca più ricco Hamilton ha scelto il secondo. Una decisione che alla fine ha sorpreso chi considerava Lewis attratto più dalla possibilità di vincere che dai soldi. Di soldi, con l’arrivo alla Mercedes, Hamilton ne guadagnerà parecchi. Ma la situazione tecnica che si troverà ad affrontare sarà assai più complicata di quella che ha vissuto per sei stagioni alla McLaren. La squadra gestita da Ross Brawn ha un’anima inglese, ma vive grazie ai milioni di euro investiti da un consiglio d’amministrazione tedesco. Continua a leggere

La maledizione del secondo

Sembra la meledizione del secondo. Nel senso di chi insegue alonso nel mondiale. A Singapore è toccato a Lewis Hamilton arrendersi, bloccato dal cambio, mentre era in testa e la Ferrari faceva fatica nella lotta per il quarto posto. Insomma Nando, anche nei momenti di difficoltà, è protetto da una buona stella. Tant’e’ che dopo una domenica complicata si ritrova ancora saldamente in testa al mondiale con 29 punti di vantaggio su Vettel, quello che a 2 settimane dal gran premio del Giappone sembra rimasto il suo unico avversario sulla strada del terzo titolo mondiale. Restano sei gare. Sei circuiti che per la Ferrari saranno meno difficili da affrontare rispetto a quello di Singapore. Continua a leggere

Tutto il contrario

Rossi e Pedrosa a Misano sono tutto e il contrario di tutto. Per Rossi è tutto tornare a far secondo a casa, davanti alla sua gente, con la Ducati e in una giornata di sole. Associazione di contingenze mai vista prima.
È tutto anche il poter dimostrare che con la Ducati in effetti qualcosa si può fare. È molto far vedere che, nonostante la destinazione scelta per il futuro sia un’altra, il lavoro va portato a termine con impegno e lucidità fino a fine anno.
Che siano state determinanti le evoluzioni provate qui a Misano tre settimane fa (e fatte provare a Iannone e Pirro al Mugello dieci giorni fa) non è facile dirlo. Continua a leggere

La Ducati che sarà

La Ducati non poteva fare a meno di mettere in pista nel 2013 un po’ del suo ideale. Che poi coincide anche con la sottile linea rossa che tiene uniti i ducatisti della base. Quelli che contestavano Rossi e che non ritenevano abbastanza affascinante il binomio formato da Dovizioso e Hayden. Una preoccupazione legittima quella di Borgo Panigale, anche se la soluzione scelta per il team interno continua secondo noi a rimanere la migliore nell’ottica di uno sviluppo razionale della moto. Continua a leggere