Teneteci ignoranti

La Fia fa sapere che il caso non c’è. La Ferrari manda una lettera per chiedere chiarimenti. I video che mostrano cosa è successo ce li hanno loro. Quelli dettagliati. A noi, come sempre, spettatori e tifosi di questo sport, non è dato vedere. Verificare. Ci dicono che il rigore non c’era ma non possiamo vedere la moviola, dire la nostra. Non che sia indispensabile, ma comunque ci piacerebbe. In più i video (quelli larghi e sgranati in cui -per la verità- il colore della bandiera è assolutamente irriconoscibile) sono spariti dalla rete. Continua a leggere

Le ombre di Interlagos

Martedì alla Red Bull hanno fatto festa, ma il terzo trionfo di Vettel si porta appresso una zona d’ombra che si ingrossa ora dopo ora. In Brasile il tedesco ha davvero sorpassato in regime di bandiere gialle? Domenica pomeriggio il primo a formulare l’ipotesi è stato Martin Brundle, ex pilota e ora voce dell’emittente inglese SKY. Brundle lo ha detto in diretta e la voce ha ovviamente fatto in fretta a fare il giro dei box. Ma Brundle si riferiva a episodi – il sorpasso sull’HRT e quello sulla Sauber di Kobayashi – analizzati dalla commissari di gara che hanno giustamente assolto Vettel. Il terzo episodio – sfuggito a tutti domenica – è stato scoperto in Spagna. Si tratta del camera car di Vettel, non andato in onda in diretta ma registrato dai canali satellitari che dispongono del segnale per tutta la gara. Continua a leggere

Quando vincono in due

Onore a Vettel, al suo talento, alla sua freschezza, al suo carattere da bravo ragazzo. Onore ad Alonso che è caduto ritto, in piedi, come sempre. Erano 13 i punti da recuperare, servivano miracoli a nastro. Beh, ne sono accaduti parecchi a San Paolo, due soprattutto, al primo giro, quando Vettel è stato toccato duro da Senna e poi immediatamente dopo, quando, nonostante un urto così, sempre Vettel si è reso conto di guidare una macchina capace di portarlo in fondo. Roba che accade una volta su cento. Dentro la corsa finale in almeno due momenti Alonso si è trovato in testa al Mondiale, il che la dice lunga sull’amarezza di questo pirotecnico finale (con scarto ridotto a meno 3), ma anche sul peso della sorte dentro questa sfida. La Ferrari non ha mai accusato un problema di affidabilità. E’ stata lenta, non all’altezza della Red Bull, ma nella gara decisiva proprio la Red Bull ne ha combinate di tutti i colori. E sul bilancio della stagione pesano i due incidenti che hanno messo k.o. Fernando (Spa e Suzuka) senza alcuna responsabilità. Continua a leggere

Rivoluzione in rosso

I padroni -nuovi- sono tedeschi, logico che abbiano voluto mettere un loro connazionale al timone, al comando. Filippo Preziosi, colui che adesso sembra incarnare tutti i mali, ma che è stato geniale nell’intuire le potenzialità di un mezzo come la Desmosedici completamente diverso dagli altri, e che è stato altrettanto concreto nel creare e sviluppare una moto che ha vinto tanto, Filippo Preziosi dicevamo saluta la compagnia delle corse e si dedica alla ricerca e sviluppo, settore fondamentale per un costruttore (e non è detto che dalle sue “pensate” non scaturisca qualcosa di buono per la pista). Il tedesco che arriva si chiama Bernhard Gobmeier, ingengnere motorista automobilistico che fino a poche settimane fa dirigeva il progetto Superbike della BMW, casa per la quale lavorava da anni. Continua a leggere

Ferrari, non aspettatevi miracoli

Prima il sacrificio di Felipe Massa, una mossa per certi versi disperata, per consentire a Fernando Alonso di partire sul lato pulito del circuito. Poi un alleato prezioso come Lewis Hamilton che prima del congedo ha voluto regalare una domenica di festa alla McLaren. Così il mondiale resta aperto, perché prima dei titoli di coda di San Paolo Nando riesce a contenere a 13 punti il distacco da Vettel. Continua a leggere