Rivoluzione in rosso

I padroni -nuovi- sono tedeschi, logico che abbiano voluto mettere un loro connazionale al timone, al comando. Filippo Preziosi, colui che adesso sembra incarnare tutti i mali, ma che è stato geniale nell’intuire le potenzialità di un mezzo come la Desmosedici completamente diverso dagli altri, e che è stato altrettanto concreto nel creare e sviluppare una moto che ha vinto tanto, Filippo Preziosi dicevamo saluta la compagnia delle corse e si dedica alla ricerca e sviluppo, settore fondamentale per un costruttore (e non è detto che dalle sue “pensate” non scaturisca qualcosa di buono per la pista). Il tedesco che arriva si chiama Bernhard Gobmeier, ingengnere motorista automobilistico che fino a poche settimane fa dirigeva il progetto Superbike della BMW, casa per la quale lavorava da anni. Di fatto Gobmeier assume pieno potere nel reparto corse, ma a differenza di Preziosi non sarà il progettista della nuova moto. In Ducati non mancano “teste” buone per occuparsi della cosa, si dice anzi che qualcuno abbia in passato sottoposto a Preziosi soluzioni alternative, senza che però queste venissero prese in seria considerazione. Quello che manca adesso è il tempo, Gobmeier dovrà decidere in fretta chi farà cosa, aiutato in questo da Paolo Ciabatti, già uomo Ducati ai tempi dei successi a ripetizione in Superbike e poi direttore delle operazioni nel campionato delle derivate di serie. Vedremo se il tedesco, garante dell’Audi, saprà delegare il giusto e quanto basta, coordinare a dovere, perché qualche dubbio rimane agli osservatori più attenti.

Perché per esempio la BMW ha deciso qualche mese fa di esautorare di fatto Gobmeier e di trasferire tutto il programma Superbike alla filiale italiana in Italia, anzi in Emilia, anzi a Crespellano, che si trova a 10 chilometri da Borgo Panigale, in una “factory” dove –ma guarda un po’- fino a qualche anno fa venivano curate e gestite le Ducati di Troy Bayliss e compagnia bella? Il destino ha portato ugualmente il manager tedesco sulla via Emilia, per una sfida molto complicata, di quelle che sono sempre piaciute, comunque, agli uomini in rosso.

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20 risposte a “Rivoluzione in rosso

  1. Concordo pienamente con Otto-volante.
    Penso, però, che la soluzione si sotto gli occhi e non dobbiamo aspettare anni per avere una moto vincente.
    Grossa tecnologia da travasare non ce n’è: il Desmo è potentissimo di suo. Occorre gestirlo. L’elettronica fa tutto.
    Il nodo è il telaio: ora che c’è bisogna capire le geometrie giuste per far lavorare bene le gomme. E’ facile a dirsi… Audi deve far sfornare e provare una decina di telai differenti l’uno dall’altro.
    Solo a quel punto il secondo di distacco può ridursi.

  2. Ducati4ever
    Ducati con rossi ha aumentato le vendite, guadagnato una visibiltà mai avuta e ha venduto il marchio a Audi a una cifra inumana. rossi con Ducati ha preso 15 mil di euri e del bollito per 2 anni tra i 2 chi ci ha guadagnato?
    preziosi sarebbe stato da allontanare già hai tempi di Melandri e forse oggi Ducati sarebbe ancora vincente.

  3. Le cose che mi rattristano sono: il poco peso dato a Casey e le critiche subite conseguenti alle sue cadute. Se lo ascoltavano forse non lo perdevano, forse un’altra mondiale arrivava. Perdere un pezzo di Italia che finisce in mano tedesca. Ok meglio che gli indiani, però volete mica dire che Audi ne capisce di moto..dai su…. Infine Rossi! Il peggior affare della storia. Lui se n’è torna beato in Yamaha lasciando la Ducati infangata. È la maggior parte dei media lo difende pure…. Il conto era da dividere tra le parti..ma a me pare che paghi solo 1.

  4. Sinceramente io vorrei capire se sia stato propio preziosi il fallimento della ducati o magari il binomio con rossi non era da fare chi lo sà………….bisognerebbe sentire le due campane ma credo di chiedere troppo!.Se poi ci mettiamo la frase detta qualche tempo fà da rossi ovvero:vorrei capire perchè in ducati diano retta più ai dati che ai consigli e indicazioni dei suoi piloti,corregetemi pure se ho scritto qualcosa di non vero grazie.Infatti da queste affermazioni vorrei sentire altre opinioni di persone che vogliono capir bene la cosa………..o magari non c’è nulla da capire?.Magari alberto porta mi spieghi tù qualcosa è?.

  5. Scusate…non volevo dar adito a scontri.
    In effetti verrebbe da dire che seppur fatta in Italia da italiani, sapere che le decisioni e, di conseguenza, tutto quello che la Ducati verrà ad essere, non sarà il frutto di un’idea italiana ma tedesca. E come pensare (per assurdo) ad una FERRARI pensata da un francese o una MERCEDES pensata da un giapponese. Una Mercedes è tale perchè E’ tedesca dentro. Una Ducati è una Ducati se nasce da un’idea e quindi con una FILOSOFIA puramente italiana. Poi la posso costruire in Italia utilizzando tecnici, operai e ingegneri di ogni nazionalità. Acquistare una Ducati vuol dire appartenere a un modo di essere e di intendere il motociclismo. La Ducati si è distinta per questo da tutto e tutti e solo perché è nata da menti nostre. Dispiace pensare che perdiamo pezzi della nostra identità. Poi i tedeschi possono acquistare cosa vogliono; basti pensare alla Lamborghini che oramai condivide telai e motori delle Audi e del loro continuo e incessante tentativo di acquistare l’Alfaromeo. All’estero la “Lambo” è percepita come un prodotto tedesco e non più italiano. Infatti non è più considerata al pari di Ferrari. E sono gli altri a dirlo e non noi.

  6. Per fortuna in questa redazione c’è Alberto Porta,
    bell’articolo.
    Almeno non si offende Preziosi, e già è qualcosa.
    E in più Porta commenterà anche la SBK l’anno prossimo.

  7. ma cosa ne capisce questo di una ducati motogp ma per favore,io spero che sia solo un uomo audi messo li per prendere decisioni ma le teste per fare moto sono a borgo panigale non in germania.

  8. Preziosi paga giustamente, la sua testardaggine, a voler inseguire gli aquiloni. È anche vero, peró, che molta della colpa del TOTALE FALLIMENTO delle annate 2009/2012 é anche della dirigenza.

    La triste veritá é che nel 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012 tutti i piloti si son lamentati dello stesso problema: mancanza di “feeling” all’anteriore! Preziosi, in 7 anni, non solo NON ha risolto il problema – MA COMPLICE LA BRIDGESTONE, IL PROBLEMA É AUMENTATO CON GLI ANNI!

    Se non é un fallimento gigantesco questo… Oltretutto, la “chiacchierata” con Furosawa, é stata la pietra tombale.

    Cmq Del Torchio, ha lasciato correre (dando carta bianca a Preziosi); ed oltretutto NON si é OPPOSTO AGLI ASSURDI CAMBI DI REGOLAMENTO, di questi ultimi anni, che hanno tarpato le ali, ad un progetto (potenzialmente) vincente.

    E non solo, perché a guidarla, c’era Stoner… La moto, era un missile.
    Ma i regolamenti, oggi, son completamente diversi. Ed imponevano giá dal 2009, cambiamenti radicali nella meccanica della moto, e “nell’approccio” alle corse.

    Una cosa é la SBK, un’altra sono i prototipi…

    Cmq, ora la Audi ha una bella gatta da pelare! Fermo restando il mantenimento del Desmo, o risolvono il problema della “lunghezza” del motore Ducati, CON UNA INIEZIONE DI TECNOLOGIA DA FAR PAURA AI JAP, oppure escono dal cassetto Ducati, i motori a V stretta.

    In tutti e due i casi, perderanno un sacco di soldi, e per fare una moto vincente ci vorranno almeno 2 anni pieni (se non 3…).

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