Quando vincono in due

Onore a Vettel, al suo talento, alla sua freschezza, al suo carattere da bravo ragazzo. Onore ad Alonso che è caduto ritto, in piedi, come sempre. Erano 13 i punti da recuperare, servivano miracoli a nastro. Beh, ne sono accaduti parecchi a San Paolo, due soprattutto, al primo giro, quando Vettel è stato toccato duro da Senna e poi immediatamente dopo, quando, nonostante un urto così, sempre Vettel si è reso conto di guidare una macchina capace di portarlo in fondo. Roba che accade una volta su cento. Dentro la corsa finale in almeno due momenti Alonso si è trovato in testa al Mondiale, il che la dice lunga sull’amarezza di questo pirotecnico finale (con scarto ridotto a meno 3), ma anche sul peso della sorte dentro questa sfida. La Ferrari non ha mai accusato un problema di affidabilità. E’ stata lenta, non all’altezza della Red Bull, ma nella gara decisiva proprio la Red Bull ne ha combinate di tutti i colori. E sul bilancio della stagione pesano i due incidenti che hanno messo k.o. Fernando (Spa e Suzuka) senza alcuna responsabilità.

Per questo, la vittoria di Vettel, così come la sconfitta di Alonso, hanno rilevanze diverse rispetto al 2010, il che non cambia gli albi d’oro, non riduce i meriti di chi ha vinto. Sebastian entra a razzo in un club esclusivo, è il solo, per doti individuali e per anagrafe, lanciato verso i record strepitosi di Schumacher che proprio qui ha detto stop. Eppure viene da pensare che il suo antagonista, battuto di nuovo, sia più solido, più capace di reagire anche quando non dispone di una macchina all’altezza. La dimostrazione è venuta, una volta di più, da Interlagos, dove Vettel ha patito in prova, ha rischiato di uscire di scena in gara, ha prodotto una nuova rimonta da dieci in pagella, agevolata, non lo dimentichiamo, dall’enorme divario che separa macchine e piloti di prima qualità dagli altri, troppi e mediocri che con loro si misurano.

In ogni caso, un bellissimo atto finale. Che rende accomuna, per una volta a chi sorride, a chi torna a casa con un’ombra sul viso. Alonso soprattutto, il cui orologio corre in fretta, così come la sua ambizione abbinata ad un filo molto visibile di insofferenza.

 

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56 risposte a “Quando vincono in due

  1. intanto però gli anni passano e di titoli mondiali neanche l’ombra….ci si avvicina per annusarne solo il profumo, che inebria alla fine qualcun’altro… mi sa caro sig.Terruzzi, che alonso è sicuramente un’ottimo pilota ma gli manca oggi qualcosa per fare la differenza e l’ultimo mondiale rosso resta “ancora” quello di un Signor Pilota a nome Kimi Raikkonen! 🙂 il pilota venuto dal freddo, di poche parole, e il che si sa, non piace molto a chi fa delle parole il proprio mestiere, ma dannatamente concreto e puntuale! anche quest’anno KImi ha fatto un “signor” campionato se consideriamo che è rimasto fuori dal circus F.1 per un pò…magari, sarebbe utile riportarlo di nuovo in rosso, che ne pensa? e cosa ne pensano gli altri ferraristi??

  2. onelap hai perso un aggiornamento, le bandiere gialle quindi “fer” non è campione ma rimane quello che nelle ultime 6 gare è andato “molto” più piano del fenomeno Massa.

  3. Vettel ha superato con bandiera gialla dato OGGETTIVO quindi 2 possibili scenari:
    1) Fer è campione del mondo quindi i suoi detrattori devono rimangiarsi tutto
    2) La Ferrari non fa ricorso quindi da una lezione di SPORTIVITA’ a tutto il mondo compresi quegli sportivoni (tra cui vettel) che si lamentavano della mancanza di sportività della rossa che arretra Massa in griglia in ogni caso…..
    FER E LA ROSSA HANNO VINTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. Scusate, ma ho un dubbio atroce, e vorrei che Voi, diceste la Vostra: un pilota “simpatico”, vá piú forte di un pilota “poco loquace”?

    No, perché al di fuori dell’italia, Raikkonen, ha detto per filo e per segno cosa accadde in ferrari, durante il suo ultimo anno e ½… Ed il quadro che ne esce é desolante e squallido. A dir poco…

    Ricordo a tutti, che la ferrari HA PAGATO LAUTAMENTE RAIKKONEN, PER STARSENE IN PANCIOLLE A CASA SUA (o sul suo black-yacht) – stipendiato anche con i soldi nostri, visto che quando fiat manda in cassintegrazione i dipendenti, glieli paghiamo noi/Voi, con le tasse…

    E ricordo bene, anche tutte le “allusioni” e battutacce da serie Z da dominicali, al ciuffo-ribelle montezemolo, contro Raikkonen al fine di ottenere le sue “dimissioni”.
    Peccato che a R, non gliene infischiasse nulla – forte di un contratto a prova di bomba.

    Al di fuori dall’italia (ovviamente, Spagna esclusa…), la visione della vicenda é diametralmente opposta a quella vista in italia.

  5. Non capisco perchè si faccia fatica a riconoscere quello che vale Raikkonen… nessuno stà togliendo nulla a Vettel o Alfonso, ma Raikkonen è davvero un grande pilota.
    Non sarà simpaticissimo, ma non mi sembra che tedesco e spagnolo siano da Zelig..

  6. Mica fesso Kimi ad andare in RedBull a fare la fine di Webber! Magari non vincerà un altro mondiale ma finchè disputa campionati come questo appena concluso mi fa solo piacere

  7. Beh c’è pure da dire che in realtà in squadra ce l’hanno voluto tutti, Mclaren,Ferrari e la Rb che nei due anni di rally pare ci abbia provato spesso.

  8. onelap
    A me semmai sembra che le tue considerazioni siano frutto solo di antipatie personali. Vuoi criticare Raikkonen per essere giunto davanti alle McLaren ?? Se le stesse cose le avesse fatte un tuo beniamino parleresti di imprese sovraumane. Nessuno lo vuole in squadra? Dimmi di una dichiarazione dei signori che hai citato (Domenicali a parte) contro Raikkonen. Ti stava simpatico Alesi? Ok, e che c’entra? Qui si parla di un campione del mondo. Metti da parte le tue antipatie, e ragiona con la testa, non con la pancia. Pur di denigrare Kimi e i suoi 207 punti sareste pronti a dire che la Lotus quest’anno era la macchina migliore. Cose da pazzi.

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