Gobmeier, l’uomo nuovo

Dovizioso a parte è Bernhard Gobmeier il vero uomo nuovo della Ducati. E positivo, propositivo, già integrato, alla prima impressione piace e ci piace. Non fatevi ingannare dal fatto che la Ducati parta per il 2013 con il modello 2012 che non è affar suo se non dall’8 gennaio (data del suo insediamento in Ducati) e se non come base da cui partire. E’ possibile che non intenda fare -come dice- quella “rivoluzione che distrugge” preferendo “un’evoluzione che costruisce”, ma non significa affatto che sotto la sua guida le cose al Reparto Corse Ducati e sulla moto non debbano cambiare. Sta esplorando Bernhard Gobmeier, con l’occhio dell’ingegnere e l’attenzione del manager all’organizzazione del lavoro. Ha una passione viscerale per auto e moto, un’allure educata ed una sua speciale signorilità dell’eloquio che ha proprio il sapore di quell’ equilibrio utile a cambiare le cose senza mancare di rispetto a chi è venuto prima di te. Gobmeier decide di non entrare a piedi uniti sull’immagine di Filippo Preziosi, a cui la Ducati deve comunque moltissimo, ma sa perfettamente che il compito a cui è stato chiamato è quello di arrivare a qualcosa di nuovo e differente. In tempi relativamente brevi. In questo senso Gobmeier ha in realtà un’idea molto precisa di come debba operare un gruppo di lavoro e di come debba essere realizzata una moto. Una moto in generale, da corsa e da strada. Salva il passato rivelando di non essere affatto convinto, come era stato sostenuto da alcuni, che il motore ad L Ducati sia una cattiva opzione però, siccome gli interventi drastici fatti in passato per muoverlo all’interno del telaio non hanno dato i loro frutti, ritiene che si debba intervenire altrove. Dove esattamente si riserva giustamente di non dirlo a noi, ma il suo naso fino e gli occhi vivi potrebbero già averlo individuato.

L’analogia con quel che trova in Ducati e la sua filosofia sono ben riassunte nella storia della BMW S1000RR stradale. Fu lui stesso a svilupparla e a firmarla segnando uno strabiliante debutto della casa tedesca nel settore supersportive e fu lui stesso a renderla vincente in Superbike dopo un primo difficilissimo periodo senza risultati che non lo aveva riguardato. Tutto il buono che c’era sul “suo” modello stradale era stato vanificato nella versione da corsa. In Bmw richiamarono proprio lui a raddrizzare la baracca e in collaborazione con Melandri il lavoro riuscì alla grande.

Gobmeier pensa che una moto debba innanzitutto avere uno spiccato “family feeling”: la sensazione speciale per cui dal momento in cui monti in sella ti pare che la moto sia sempre stata tua e sia facile da guidare.  Caratteristica di cui la Desmosedici è in effetti risultata carente. “Il pilota – ci dice – non deve pensare alle reazioni della moto, preoccupandosi di cosa questa gli combinerà quando andrà a fare una certa manovra. Bisogna togliergli questo peso e lasciare che pensi solo a guidare e alla sua corsa. Per poterlo fare deve avere una moto guidabile. La guidabilità si ottiene progettando la moto come fosse un tutt’uno, armonizzando tra loro tutti i comparti, a partire da una posizione in sella che sia comoda sin dal primo contatto”.

Gobmeier ha lavorato con Melandri riuscendo a dargli proprio la moto che desiderava; quello stesso Melandri che non può certo definirsi un sostenitore della Ducati per i trascorsi che lo videro affiancare con nessuna fortuna e molto scontento uno Stoner straordinario. Motivo in più per pensare che questo ingegnere sia quello che sa finalmente cosa serve a tutti quei piloti che devono guidare la Ducati senza chiamarsi Casey di nome e Stoner di cognome.

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30 risposte a “Gobmeier, l’uomo nuovo

  1. skyslacker
    verissimo ma è anche vero che ducati è indietro dal 2010 e in 3 anni una moto si poteva riprogettare dall’inizio, ma in ducati nn hanno creduto di aver bisogno di un piano B

  2. va bene la guidabilità, va bene renderla semplice affinchè il pilota sia a suo agio e si possa concentrare solo sulla guida senza temere le reazioni della moto a ogni specifica manovra…ok, ma la rossa ha un dna diverso, nasce già dal suo motore desmo, c’è poco da fare, andrebbe riprogettata da capo partendo in primis dal motore, se si vuole una ducati “japan”, e poi da lì il telaio e tutto il resto….ma non c’è tempo per farlo, e quindi nessuno mi toglie dalla capoccia, che già oggi, malgrado si debba super-lavorare, con uno stile di guida più istintivo e meno elettronica, questa moto sarebbe già molto più vicina nei tempi alle jap di quanto si possa credere….forza Dovi, Nicky, Ben e Andrea provare per credere? 🙂

  3. grandecaseypducati
    se tu ti fossi preso la briga di ascoltare le parole di preziosi avresti sentito che propio nell attacco al motore sta la differenza tra motore portante e semiportante.
    parte a spiegare che prima hanno separato pa parte post della moto (ancora a traliccio) poi anno reso indipendente anche la parte ant (monoscocca)
    ma se pensi di saperne piu tu di filippo allora hai ragione….

  4. Vai su motoblog.it alla voce desmosedici che si vede benissimo il traliccio in tubi che fa la stessa funzione del monoscocca solo invece che essere ancorato sulle teste e’ancorato ai lati dei cilindri e la moto campione del mondo con stoner aveva lo stesso concetto di traliccio con motore a funzione portante. espertone !!!!!!

  5. grandecaseypducati
    HOOOON ESPERTONE
    ti ho detto che c’è l’intervista di preziosi sul tubo…
    cosè prezziosi nn è abbaxstanza addetto hai lavori per un GEGNALOIDE COME TE!!!
    ho visto in superstok il tuo motore portante dove è arrivato.
    ps tu stai parlando con uno che un desmoWC c’è l’ha avuto, e tu???

  6. Meteor02,io mi rendo conto che la colpa e’mia che sto’qui a darvi spago ma quando si parla di ducati le lezioni le accetto solo dagli addetti ai lavori ,non certo da te.la ducati caro mio e’dal 2005 che e’ a tutti gli effetti una moto a motore portante ,prima forse era una moto ibrida nel concetto.non improvvisatevi esperti di moto guardando le telecronache di Meda e reggiani.adesso lo vedrete in sbk cosa può fare il motore portante con gomme Pirelli .

  7. grandecaseypducati
    CARO grandecaseypducati cambia nik sei un insulto hai ducatisti 😉 fino al 2008 ducati si serviva di telaio a traliccio SEMI PORTANTE poi nel 2009 con l’intento di irrigidire la moto si è passati ad un telaio monoscocca in carbonio PORTANTE. sul tubo trovi l’intervista di filippo che spiega le differenze 🙂

  8. Caro bubba hai detto bene ,solo tifosi da bar che non sanno niente come te infatti la d16 non ha mai avuto un telaio in traliccio perimetrale con motore elemento stressato stile sbk .anche la prima d16 aveva il telaio che abbracciava il motore ma la funzione del motore già era portante.ma non ti preoccupare tanto qui si può dire tutto e il contrario di tutto.

  9. Grandecasey…. sei talmente esperto di moto da non sapere neanche che la ducati con il telaio a traliccio di tubi non aveva il motore portante, quello è venuto dopo.

    In questo blog si fa solo guerra a suon di frasi senza senso.
    Veri appassionati zero, solo ultra’ calcistici che tifano uno o l’altro pilota insultandosi.

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