Sull’addio di Preziosi

Io l’ho imparato verso i sei anni che non si tira in mezzo la salute delle persone per giustificare falsamente qualcosa che con la salute non ha a che fare. E’ uno dei principi alla base dell’etica e non ho alcun dubbio che per quanto un’azienda – la Ducati in questo caso – possa essere soggetta a dinamiche ciniche, non tratterebbe mai una scelta drastica come quella dell’abbandono di Filippo Preziosi tirando in mezzo mali seri. Se di problemi di salute si parla, come recita il comunicato ufficiale, significa che quella – purtroppo – è la verità. O perlomeno la verità che Preziosi vuole comunicare, giacché in qualsiasi azienda seria un documento così prima della pubblicazione viene condiviso tra le parti.Dico questo perchè ho assistito nelle ultime ore ad una dietrologia nauseabonda e dilagante che legherebbe le dimissioni di Filippo Preziosi dalla Ducati ad una trombatura per motivi professionali mascherata da qualcos’ altro. E’ ridicolo e gretto anche il solo pensarlo. Gli avvicendamenti professionali che coinvolgono figure responsabili di grandi progetti che ad un certo punto non hanno funzionato sono all’ordine del giorno in tutte le aziende senza che venga giù il mondo, senza che ci si sogni di mettere in mezzo le malattie. Il povero Filippo Preziosi vive da tredici anni in sedia rotelle per un gravissimo incidente motociclistico che ha offeso la parte alta della sua schiena e già lo scorso anno, lo ricordo bene, cominciavano ad emergere delle complicanze preoccupanti. Questo lo vogliamo considerare o dobbiamo fare finta che una paraplegia che coinvolge anche gli arti superiori sia una condizione normalissima? E’ stato bravo lui a non farla pesare semmai.

A tutto ciò si aggiunga che Preziosi si è sempre molto colpevolizzato negli anni scorsi per i non-risultati del suo team. Ora: che trovarsi trasferito ad altro incarico (sempre in seno alla Ducati) possa aver acuito in lui il senso umanissimo della sconfitta è pure probabile, ma rimane un fatto suo che non ha nulla a che vedere con le bestialità che si leggono in giro. Facciamolo per Filippo Preziosi. Facciamone una questione di rispetto per un uomo che può aver sbagliato, ma che al motociclismo ha dato moltissimo

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9 risposte a “Sull’addio di Preziosi

  1. Penso che Preziosi abbia fatto tanto per la Ducati e nello stesso tempo abbia anche sbagliato, come tutti gli esseri umani, e purtroppo la sua testardaggine sia stata in contrasto con l’arrivo di Valentino, che purtroppo ci ha rimesso in immagine e che ora la recupererà in una squadra che già in passato gli aveva dato fiducia e alla quale lui ha dato titoli.

  2. Ormai è passato in mese e nn ho visto neppure un intervista a preziosi magari chiedendo a lui si saprà la verità.
    Forza giornalisti ve stamo ad aspetta.

  3. meda…,,i inchino a questo articolo…anche se il pragmatismo tedesco che è senzaltro il loro punto di forza e che son sicuro riportera in alto la ducati mi lascia qualche piccolo dubbio sul loro modo di agire nel portare avanti i loro programmi a discapito dei valori umani

  4. Sul fatto che la condizione di salute di Filippo preziosi non sia da sottovalutare e’evidente e ha già dato troppo alla ducati e al motociclismo per uno che si trova in quelle condizioni.detto questo bisogna dire anche le cose scomode,e purtroppo e’una realtà che nelle aziende spesso le persone migliori dopo che hanno sacrificato la miglior parte della loro vita ,per motivi di comodo vengono messe con le spalle al muro e umiliate nella professione con una serie di cose che ti inducono a mollare.il signor preziosi non meritava questo trattamento perché nessuno conosce i segreti i pregi e i difetti della d16 come lui .alla ducati lo sanno benissimo dove sono i problemi e quali soluzioni adottare.ma con l’ arrivo di Audi come azionisti di maggioranza qualcuno doveva pagare.

  5. Primo:l’ingegner preziosi è il papà di questa moto e stoner ci ha vinto un mondiale e ora si mettono a criticarlo non lo trovo giusto,se poi vediamo questa notizia si deve ancor più rispetto all’uomo!.

  6. @ Guido Meda.
    Seppur molto spesso in passato sono stato in totale disaccordo su varie argomenti trattati, devo ammettere che questo articolo lo ritengo giustissimo e da monito per le chiacchiere da bar.
    Non conosco personalmente Preziosi, anche se lo incontrato in due occasioni.
    E’ pur vero che, umanamente, quest’ingegnere negli anni si sia accollato croci non sue. La sua caratura morale o quella dei vertici Ducati, che a lui potrebbe dover tutto in questi ultimi vent’anni, non si abbasserebbe a simili gesti.
    Bravo Guido

  7. Sono d’accordo con Meda…un grazie all’ Ing. Preziosi per quanto fatto in questi anni per il motociclismo Italiano…e quando credi veramente nei tuoi progetti devi andare fino in fondo..considerando anche che l’enorme talento di Stoner aveva nascosto difetti nella moto .

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