Il Gran Premio “comandato”

Dalla giornata delle comunicazioni male interpretate, inascoltate, magari non udite, ma anche di quelle ben comprese e rispettate, viene fuori una Formula Uno che, se non vuole che le settimane tra un gran premio e l’altro vivano solo di polemiche e recriminazioni, deve darsi una regolata. In pista c’è gente il cui cuore per un’ora e mezza pompa a 200 battiti al minuto, il cui cervello ha pochi centesimi per calcolare una mossa e metterla in pratica. Ragazzi pronti, allenatissimi, che guidano e vengono guidati.  Ecco, appunto, forse sta qui il granello di sabbia che qualche volta finisce nell’ingranaggio.Il gran premio “comandato” alla fine non va giù a chi vorrebbe ragionare solo di prestazioni, classe, coraggio e rabbia agonistica. Quelli del muretto sono strateghi pagati per fare di tutto perché le macchine arrivino al traguardo senza guai  -perché il mondiale costruttori distribuisce quattrini in quantità-  e sono pronti a ordinare via radio cosa fare, come e quando.  A Sepang abbiamo visto l’obbedienza di Nico Rosberg e il “chissenefrega” di Vettel, risposte all’opposto che hanno creato imbarazzi e incrinature che alla seconda gara di stagione non fanno proprio bene.

Che fare, allora? Una cosa semplice semplice ci sarebbe, in effetti: abolire le comunicazioni radio. Se è sfida tra piloti, oltre che tra le case, che siano i piloti a prendersi ogni responsabilità dopo lo spegnimento del semaforo, senza che nulla vieti che a tavolino un po’ di tattica sia stata messa giù la sera prima della gara. Sicuro che vincerebbe  ancora e sempre il migliore, perché più veloce, intelligente e pratico. Ma senza mugugni e facce scure. Al parco chiuso di Sepang si è sentito un solo, timido applauso. A chi, non si sa.

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15 risposte a “Il Gran Premio “comandato”

  1. Così come è adesso la formula uno è come il ciclismo cioè dopata….il doping della formula uno sono questi ordini di scuderia,stanno rovinando tutto lo spettacolo.Un pilota vero corre per vincere non per arrivare secondo per ordine del team.

  2. Premetto che non sono contro gli ordini di scuderia

    Secondo me si è visto di peggio, quando in Turchia nel 2010 il muretto box della RB disse a Webber di cambiare la mappatura del motore, così da togliere potenza al motore e di conseguenza favorire un eventuale sorpasso di Vettel

  3. Correzzione sull’articolo perchè volevo dire di lasciar stare questo sport libero!,però come ho detto ci son di mezzo i soldi lo sò…………..

  4. Non è il primo e manco sarà l’ultimo!,visto che siam appena alla seconda gara ma se iniziam così facciam prima a dar mondiale costruttori alla red bull e mondiale a vettel così le prossime gare?.Ma per favore! se nò altrimenti bernie ecclestone non fà più i soldini che gli interessano più di tutto!.Vorrei dire di non far diventare questo sport libero!,capisco che ci son di mezzo un sacco di soldi ma resta uno sport che appassiona la gente e la unisce davanti alla tv!………….andiamo sù.

  5. Ad imola nel 1982 la comunicazione radio non c’ era ma il cartello SLAW fu esposto cmq. Il problema vero è che in Red Bull stanno recitando, dal giro 46 al 56 avevano tutto il tempo per restituire la posizione a Mark se avessero voluto, in realtà con Alonso fuori l’ opportunità era troppo ghiotta e i 7 punti in più potrebbero essere determinanti a fine anno. Ps secondo me ieri sulla Ferrari n. 3 c’ era Mansell non Fernando….

  6. Il solito articolo…

    Ora tutti a dire quanto son brutti gli ordini di squadra…

    Ma ovviamente, quando la pantomima NON viene fatta dalla ferrari! Quando la ferrari, SCANDALOSAMENTE – faceva di tutto, contro le regole; allora tutti a sperticarsi a dire, quanto fossero utili gli ordini di squadra…

    Ora che li fanno gli altri, si dicono scandalizzati… Il solito balletto italiano.

    Oltretutto, vorrei far notare all’autore dell’articolo, che anche senza radio, le comunicazioni tra pilota e muretto, ci son sempre state! Senza parlare poi, dell’importanza della radio in caso di emergenza…

    Ma che glielo dico a fare? Son tutti impegnati a trovare qualcosa da scrivere, PER NON DOVER PARLARE DEL GRANDE ALONSO, autore dell’ennesima impresa.

    E fortuna che é andato fuori da solo, sennó le prendeva ancora da massa! Sempreché, non lo avessero fermato per 3 min ai box… 🙂

  7. Vorrei dire la mia su questo questo mondiale di F1,a parte gli ordini di scuderia che sono sempre esistiti e che sempre esisteranno,io abolirei tutti questi pit stop come oggi,ma che aspettano che succeda qualche incidente grosso e che qualcuno rischi la vita? E poi un mondiale che si basa su chi fà prima a cambiare le gomme è ridicolo,chi segue la gara dall’autodromo dopo 10 giri non ci capisce più nulla ne chi è primo e chi è secondo….ed è troppo facile far perdere una gara ad un pilota ai box.E un’altro tasto dolente sono le gomme,gomme che ci fanno 6 giri sporcano tutta la pista e secondo me non servono a niente se non alla casa produttrice delle gomme per il suo guadagno.E’ una F1 che ha perso il suo fascino.

  8. Mi rattrista questa cosa che mi riporta immediatamente alla mente la conseguenza di quanto fatto da Pironi a villeneuve.

  9. Ordini di scuderia o no, oggi dedicherei molto spazio anche alle ASINATE compiute da piloti che ci volete per forza spacciare come i più forti della GALASSIA!

  10. Queste sono le cose che si scrivono quando non si conoscono gli argomenti, si hanno gli spazi per poterlo fare e fa comodo cavalcare l’evento con un bel po’ di ipocrisia.
    Se il Sig. Porta conoscesse un po’ la F1, saprebbe che gli ordini di scuderia ci sono sempre stati, anche quando si comunicava solo con i cartelli. E che le disobbedienze, anche quelle, sono sempre esistite, alcune con esiti non positivi (Imola 1982, a seconda dei punti di vista).
    Se il Sig. Porta conoscesse un po’ la F1, saprebbe che la comunicazione via radio, oltre che per le tattiche di gara e le comunicazioni con i box, viene usata in caso di incidente, per comunicare ai piloti la posizione di una macchina ferma, di olio in pista, della presenza di auto mediche in pista. Insomma, è uno strumento che garantisce maggiore sicurezza.

    Che ci sia molto da fare in F1 per migliorare le cose è di sicuro vero,ma bisogna sapere di cosa si palra per fare proposte *sensate*.

    Il Sig. Porta farebbe invece bene a fare il massimo perchè le cose cambino un po’ nel “suo” sport d’elezione, soprattutto in termini di sicurezza. Farebbe bene a contare il numero di cadute che ci sono state in questo sport da quando c’è il monogomma. Contare gli incidenti con ferite più o meno gravi, la quantità di ossa rotte e i campionati virtualmente terminati anzitempo per l’assenza fisica di piloti infortunati in incidenti.
    Non vado oltre perchè potrei diventare estremamente cattivo, anche se, maledettamente, alla fine, avevo ragione io. E Lorenzo.

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