Melandri, manca qualcosa

Dopo due gran premi, che dal superbikese si traduce in quattro gare, siamo già all’inseguimento, alla rincorsa, che dopo quanto visto ad Aragon potrebbe diventare un pochino affannosa a meno di altri colpi di scena. Marco Melandri, quarto in classifica con 43 punti, paga già un distacco di 42 lunghezze da quel Sylvain Guintoli che con la sua Aprilia non sbaglia un colpo, che con una vittoria e tre secondi posti fa paura per la sua costanza di rendimento. Marco, che sulla carta è uno dei più seri pretendenti al titolo, ha da mettere in conto la mancanza di una bella quantità di punti lasciati senza colpa sull’asfalto di Phillip Island quando l’amico Carlos Checa lo ha tamponato. Diciamo un podio che manca all’appello? OK, i conti quasi tornerebbero, composti da tre terzi e un quinto posto. Da spiegare invece è la fatica con la quale il 33 romagnolo costruisce le sue gare, le sue prestazioni. Mettiamoci i guai invernali alla spalla e la successiva operazione dopo la gara australiana, mettiamoci un paio di test saltati mentre il compagno di box Chaz Davies, trionfatore ad Aragon, ha potuto lavorare secondo programma. Aggiungiamo i due peccati veniali di Aragon in gara 1 e la gomma anteriore sbagliata in gara 2, cose evitabili con facilità.

Ma la sensazione è che al momento manchi qualcosa, forse quella serenità operativa che eviterebbe di stravolgere al sabato sera la moto, una BMW che, abbiamo visto, vince. Calma e gesso, allora, urge riflessione sul metodo perché il talento del pilota, a modesto avviso di chi scrive il più forte della truppa, e le capacità della squadra non sono assolutamente in discussione. Serve insomma ritrovare quella giusta armonia che nella passata stagione, nella parte centrale, ci ha regalato un Melandri irresistibile, imprendibile. Missione non impossibile.

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8 risposte a “Melandri, manca qualcosa

  1. Se di Melandri ci si ricorda solo per le sue sparate piuttosto che per i risultati in pista, qualcosa vorrà pur dire

  2. Il pilota con piu’ talento,attualmente, in SBK è Chaz Davies…non lo escluderei dalla lotta al titolo,certo deve essere molto costante.Costanza che non manca a Guintoli al momento.Laverty e Melandri sono i favoriti al titolo..BMW e Aprilia sono le moto piu’ competitive…ma i loro compagni li possono battere.
    Sykes lo escludo….a meno che,non piova in quasi tutte le gare.

  3. maxeem, hai centrato il punto: Melandri non ha un ego abbastanza sviluppato e forte. Ha sempre paura che gli altri siano più bravi (cosa che ad un campione non dovrebbe passare neanche nell’anticamera del cervello) e vuole strafare per dimostrare agli altri -e soprattutto a se stesso- di essere il più forte. Gli serve solo più sicurezza e tranquillità.

    onelap, secondo me stai sottovalutando alla grande Guintoli che io e il tuo stesso Max avevamo già ad inizio anno messo tra i favoriti per la vittoria finale. La costanza paga e se vedi da così tanto tempo la SBK lo saprai meglio di me!

  4. La prima cosa che manca e’ l’umilta’.La doppia vittoria di Chaz credo che gli dia una bella sveglia e soprattutto gli fara’capire che la Bmw non e’ un cancello.L’anno scorso ha buttato via un campionato che doveva essere gia suo e gli anni prima ha fatto ridere.(ricordo Ben Spies al debutto con la Yamaha vincere)Ricordo che veniva in Sbk dalla moto Gp x vincere. Sykes Laverty e Guintoli vanno forte ma sulla carta Melandri dovrebbe batterli con una mano,se non riesce ha fare la differenza con loro credo che si debba vergognare.

  5. già lo scorso anno quando prese la testa del campionato diventò nervoso e cominciò a fare errori continui!!!

    a me piace in pista, anche se sembra sempre voler dimostrare di essere bravo, meno fuori!!

  6. A Melandri manca non qualcosa , ma tutto….è un pilota mediocre e sopravvalutato…il suo tempo è passato e non vincerà mai più na pippa di niente

  7. a mio avviso resta il favorito per il mondiale, Sykes e Laverty restano i suoi avversari più credibili e hanno più meno gli stessi punti, Marco deve solo imparare a credere di più in sè stesso e a non vedere fantasmi ovunque.
    Lo dico da amante della SBK da 20 anni, Max manca tremendamente al di là delle simpatie personali…

  8. Certo che a Melandri manca qualcosa, gli è sempre mancato: è quel qualcosa che trasforma un pilota qualunque in un campione

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