Aprilia da primato, crisi Ducati

Tre gran premi in Superbike vogliono dire sei gare,  strada fatta quanto basta quindi per fare un primo bilancio tecnico. Caviamoci subito il dente che fa male con la Ducati, la nuova e ancora acerba Panigale che non dà segni, nemmeno su una pista amica come Assen. Tutte le qualità che rendevano competitiva la bicilindrica, agilità, motore pronto in basso soprattutto, sono sparite, mentre resta l’annoso problema della velocità massima, di poco superiore a quella della Panigale che vince in Superstock, a proposito, complimenti a Eddi La Marra per la sua volate vincente ad Assen e a Niccolò Canepa per il podio, e di gran lunga inferiore a quelle delle 4 cilindri avversarie, con non poca preoccupazione per quello che potrà succedere a Monza. L’Aprilia invece si gode il primato, piloti e costruttori, e una situazione tecnica rassicurante, a parte il banale guaio che ha fermato Laverty ad Aragon. La RSV4 è ancora la moto da battere perché non ha punti deboli, è equilibrata, e dopo 5 anni di pista non ha ancora raggiunto la vetta del suo potenziale, perché pare che nei cassetti del reparto corse di Noale ci sia ancora qualcosa da tirare fuori. La Kawasaki che può stare sicura sul record di pole position, anche quest’anno Tom Sykes sembra imbattibile sul giro secco, sembra migliorata anche in gara. La verdona non è più una mangiagomme, il lavoro invernale sull’elettronica, fatto da bravi ingegneri italiani, ha reso la Ninja un’arma davvero pericolosa. Proprio sui software soffre invece la Honda, sul podio ad Assen con Jonathan Rea ma solo per grinta del pilota. La CBR 1000 a fine carriera, arriverà la 4 cilindri a V, non regge il passo anche se c’è l’elettronica di derivazione MotoGP, complicata peraltro da adattare.

Se Suzuki vivacchia con materiale vecchio in attesa di tempi migliori, BMW deve trovare l’equilibrio, episodi sfortunati a parte. La s 1000 RR ha tutto per vincere, magari dominare, vedi la doppietta di Aragon con Chaz Davies, ma sembra manchi ancora quella base solida che rende una moto buona per tutti gli asfalti.

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10 risposte a “Aprilia da primato, crisi Ducati

  1. Grandecasey
    Ma ammettere che preziosi ha fatto un buco nell acqua noooo…..
    La panigale è la miglior moto al mondo il nuovo riferimento nelle corse motociclistiche vedrete quando comincia il campionato ecc ecc, il campionato è iniziato e la Ducati ha dimostrato il suo valore continuare a dire che è una gran moto nn fa bene ne Allo sport ne a ducaudi che farebbe meglio a cestinare il progetto e ad uscirsene con progetto nuovo per la prossima stagione invece di continuare a far figuraccie sulle piste di tutto il mondo perdendo clienti ed estimatori.
    Qualcuno diceva che. Jap nn possono essere battuti mettendosi sul loro stesso piano ma Aprilia sta dimostrando che per battere i jap nn bisogna inventarsi la luna ma fare una buona moto con le conoscenze tecnologiche in nostro possesso sfruttandole al meglio.

  2. le restrizioni regolamentari penalizzano ducati…quando da panigale esce una moto che va forte,gli altri trovano sempre nuovi vincoli regolamentari…con la motogp nel 2006 fecero lo stesso.valentino trovò la scusante delle bridgestone e dell’elettronica.l’anno dopo la ducati venne di fatto privata dei vantaggi acquisiti e stravolta dai regolamenti.decidessi io per ducati ritirerei le moto sbk fino a che le regole diventino più chiare e favorevoli alla rossa di panigale…freccia71

  3. Caro Guido Meda,
    vorrei sottoporre a te e hai tuoi colleghi commentatori delle gare di SBK una piccolissima domanda: come si pronucia esattamente il cognome del corridore Jonathan Rea????
    Ti pongo questa domanda xchè ogni volta che guardo una gara pronunicate il suo cognome in modi diversi.
    Grazie.

  4. Signor porta secondo me prima di parlare di progetto sbagliato cominciamo intanto a togliere quell ‘assurda penalità dell’ air restrictor alla ducati che ormai e’ una cosa assurda visto che Aprilia e Kawasaki corrono con moto che hanno motori uguali alle motogp ,poi ormai penso sia una realtà che anche in sbk la ducati paghi la sua diversità ciclistica sul discorso gomme come in motogp.infatti in superstok con gomme di serie senza strozzature all’aspirazione guarda caso la panigale vince.

  5. La storia NON insegna!
    Dopo il disastro motogp, come è venuto in mente di riciclare lo stesso progetto (motore portante) in SBK?
    Lo storico e glorioso traliccio era proprio da buttare?
    Da ducatista, ho sempre criticato la ciclistica 1199 e lodato la RSV4.
    Se non raddrizzano la situazione al più presto, mi sa che le Panigale le troveremo all’outlet.
    In SBK, proprio la Ducati non può permettersi queste figuracce.
    Era consuetudine inaugurare il nuovo modello con vittoria a prima gara.
    In molti dovrnno rivalutare la tanto criticata ma plurivittoriosa 999!!!
    Che tristezza

  6. Il motore portante e telaio in carbonio per la moto mi sa che non va bene..Ducati dopo la motogp andata male n on lo hanno ancora capito???Penso che la panigale sarà riprogettata entro 2 anni, e rimarrà l’unica Ducati flop in sbk…

  7. Il regolamento attuale, penalizza fortissimamente le bicilindriche… Per non parlare delle gomme. IMHO la soluzione più bilanciata era 750cc a 4 cilindri, contro 1000cc bicilindriche. Ma i Jap, avevano un mercato SOLO per le grosse 1000cc. Il resto è storia.

    Nelle altre categorie la Panigale, non va così male: segno che il progetto, tanto sbagliato non è! Miglioreranno? Sicuramente si, ma non la vedo rosea…

    Resta il fatto di capire, del perchè in SBK non abbia fatto il “salto prestazionale”, che era lecito attendersi. Oltretutto, l’attuale impegno Jap, è ridotto ai minimi termini. Solo Aprilia e BMW (che sono delle MotoGP mascherate…), hanno un “vero” appoggio dalle case madri al 100%.

  8. Non credo che la Ducati sia autolesionista e indirizzi lo sviluppo sempre verso una inconcludenza tecnica. La Panigale è il futuro sia in termini di ciclistica che in termini motoristici ed è chiaro che questo sarà un anno di ricerca degli equilibri. Sono finiti i tempi dove i 4 cilindri erano 750 e la ducati 1000. Fino a che Ducati porterà avanti il bicilindrico, distinguendosi di fatto da tutti gli altri, rimarrano i pregi ed i difetti che questa scelta in ogni caso “distingue” NOI ITALIANI dagli altri.

  9. La 1199 Panigale racchiude la sintesi dell’esperienza scarsamente redditizzia maturata in MotoGp da Ducati per quello che riguarda il concetto del motore come struttura portante.
    Una moto dal comportamento indecifrabile rispetto alla 1098,che come tutte le precedenti,basava la sua estrema competitività su un’equilibrio ciclistico che ruotava attorno al telaio a traliccio di tubi.Tolto il quale si è caduti in un baratro a livello prestazionale.Bisognerà capire modi e tempi per far si che la Panigale possa essere più competitiva.E se avessero scelto la strada tecnica più sbagliata di questo mondo per progettare la nuova moto per la Superbike(Vedi Desmosedici..)?

  10. Ciao Alberto ,le Aprilia hanno dimostrato di avere un gran vantaggio, infatti anche Guintoli fa degli ottimi risultati. Per quanto riguarda la situazione Ducati, possiamo dire che: sono messi veramente male, perchè adesso la Ducati oltre a non andare bene in motogp, va male anche in Superbike, penso che la Ducati Superbike sia una moto completamente non azzeccata!

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