La spallata che apre un’era

La spallata che si ripropone a Jerez tra Marquez e Lorenzo, come già accadde nel 2005 tra Rossi e Gibernau, è un rilancio. E’ il simbolo di un modo di intendere le corse che ritorna. E lo fa con Marc Marquez. Ci siamo già spesi nella teoria dello specchio, quello in cui Rossi rivederebbe se stesso guardando i gesti dello spagnolo. A distanza di anni Marquez torna a dimostrare che in quel modo si può correre ancora e, giusto o sbagliato che sia, è pure molto divertente da vedere, molto spettacolare, molto adrenalinico. Chi vorrebbe seppellire Rossi e il suo modo viscerale di correre, si prepari ad un’altra era simile. All’ultima curva dell’ultimo giro un enorme varco aperto si può trasformare semplicemente in un invito ad entrare, senza badare troppo al galateo.  Continua a leggere

Marquez come Senna e Schumi

“Le gare sono così, Rossi aveva fatto lo stesso con Gibernau”. Ha le idee chiare Marc Marquez, un pilotino che a vent’anni appena è in testa al mondiale e che di questo sport si appresta a riscrivere la storia. Alla vigilia di Jerez aveva raccontato candidamente che le gare europee per lui sarebbero state più difficili. Infatti in Andalusia la sua marcia d’avvicinamento alla domenica è stata ricca di complicazioni. Poi, nel mucchio, sono tornati a galla i numeri del suo talento. Si è liberato in fretta di Rossi e si è messo alla caccia di Lorenzo. Marc ha usato i cordoli fino al limite del prato con una Honda che sembrava un cavallo imbizzarrito. Continua a leggere