La spallata che apre un’era

La spallata che si ripropone a Jerez tra Marquez e Lorenzo, come già accadde nel 2005 tra Rossi e Gibernau, è un rilancio. E’ il simbolo di un modo di intendere le corse che ritorna. E lo fa con Marc Marquez. Ci siamo già spesi nella teoria dello specchio, quello in cui Rossi rivederebbe se stesso guardando i gesti dello spagnolo. A distanza di anni Marquez torna a dimostrare che in quel modo si può correre ancora e, giusto o sbagliato che sia, è pure molto divertente da vedere, molto spettacolare, molto adrenalinico. Chi vorrebbe seppellire Rossi e il suo modo viscerale di correre, si prepari ad un’altra era simile. All’ultima curva dell’ultimo giro un enorme varco aperto si può trasformare semplicemente in un invito ad entrare, senza badare troppo al galateo. La violenza in uno sport dove la pelle è a rischio non può essere una regola, ma la determinazione a fil di regolamento è un drammatico pregio, specie se il determinato in questione è un debuttante che non si genuflette davanti ai mostri sacri. Se Marquez ha ecceduto in foga, Lorenzo ha sbagliato a sottovalutarlo imboccando l’ultima curva come se la pratica fosse già risolta. La lezione, che ad una parte di Spagna non piacerà, è che non sempre esistono diritti acquisiti, anzianità, regole gerarchiche. Ci sta che a Lorenzo la questione non vada giù neanche un po’, ma dovrebbe (e lo farà di sicuro) mettere a frutto l’accaduto per completare la sua infinita capacità di controllare corse e classifiche.

Non lascerà più porte aperte, non crederà più di aver seminato Marquez almeno fino al traguardo. Perchè Marquez, ormai si è capito, normale non è, tanto da offuscare persino il bagliore di un Pedrosa vincitore impeccabile. C’è un sollievo nel tutto: stavolta è una questione tutta tra spagnoli e spagnoli. Non c’è di mezzo Simoncelli, non c’è di mezzo Rossi, non c’è di mezzo il dissenso che avrebbe manifestato Stoner. Un plauso al Lorenzo pubblico per la professionalità con cui non ha commentato l’accaduto e per chiudere anche un invito a Marquez che ha già esagerato in passato: si ricordi che Rossi nella sua carriera i colpi di teatro li ha centellinati. Disporne come regola può essere pericoloso, per sé e per gli altri.

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106 risposte a “La spallata che apre un’era

  1. Otto-Volante
    Il tuo discorso sui numeri mi ha lasciato perplesso. Difendi a tutti i costi il tuo beniamino a costo di arrampicarti sugli specchi. Vista la successione di numeri, chi ti dice che Stoner nel 2011 su Ducati non ne avrebbe vinte ad esempio 2?
    Ti consiglio di pensare al 2013, visto che Valentino nelle prime 3 corse è stato regolarmente preso a schiaffi dal suo compagno di squadra sia in prova che in gara.
    Il più grande pilota di sempre, vero? Ok, come battuta ci può stare, è divertente.

  2. ilmella come mai tutto cio non accade verso tanti altri campioni ? ed in italiace ne sono tanti!!!

    meteor02 è vietato uscire dalla pista per trarne vantaggio ma è anche vietato anche solo uscire dalla pista perchè pericoloso!!!! poi se hanno cambiato non lo so! gare non le faccio piu ma in pista vado sempre!

  3. L’italiano odia, indiscriminatamente, è invidioso di chi si realizza in qualcosa: più è incompetente e più odierà chi è palesemente capace, in qualsiasi disciplina. C’è chi lo fa perchè non conosce i fatti, non sa valutarli, oppure semplicemente per invidia. Non riesce ad essere obbiettivo, il suo piccolo cervellino non riesce a simpatizzare per un artista/sportivo/squadra senza spalare merda e vomitare cazzate su gli altri, proprio non riesce, non è colpa sua, è stupido non ci arriva, deve per forza mettere in mostra la sua incompetenza e ignoranza! Se provi con tutta calma a esporre i fatti, con la massima obbiettività e senso critico, più e più volte, noterai ad un certo punto che il suo sguardo ti passerà attraverso, cercando una via di fuga dalla consapevolezza di aver costuito la sua teoria su un debole castello di carte da gioco, e riprenderà il discorso senza senso dall’inizio come se niente fosse, in un noioso, penoso triste loop di cazzate.
    True story

  4. grande liviostoner….un nove volte campione del mondo, che con una ducati prende 2 secondi al giro,non vince una gara,non fa una pole,e accampa scuse in aria…dovrebbe ritirarsi….ma in fondo il pensionato di lusso non è male come mestiere,se questo comunque ti piace e ti pagano bene…anche in questo stoner si è rivelato il migliore…freccia71

  5. Otto-Volante
    se t’avessi visto le gare del 2010 ti ricorderesti una ducati alla pari delle altre moto e che avrebbe vinto molto di più se Stoner in più di un occasione (qatar e le mans per esempio, ma ce ne sono state altre) non avesse pensato di doppiare gli altri in tre giri visto che mi ricordo cadute quando in gara girava quasi mezzo secondo più veloce degli altri.Poi comunque nell’ultima gara del 2010 mi sembra che la ducati era in pole e arrivò seconda in gara.DEVE ESSERE DIVENTATA UN CANCELLO QUELLA STESSA NOTTE
    PERCHE’ IL GIORNO DOPO GIRAVA 1,8 SEC PIU’ PIANO DELLA HONDA….GIA’ ERA CAMBIATO IL PILOTA!!!

  6. maxeem
    si vede che nn corri +…. ad ogni dritto si esce con entrambe le ruote dai cordoli solo domenica in wsbk avremmo avuto 10 drive through nn ti puoi inventare le regole solo per confermare una tua teoria.
    rossi mise entrambe le ruote sulla terra anche nell occasione della gomitata di biaggi diamo un drive through anche per quello?
    è vietato uscire dalla pista e trarne vantaggio e rossi erA GIA D’AVANTI PRIMA DELL USCITA in + i piloti si sono + volte scambiati di pos. tutto regolare sei rimasto uno dei 3/4 anti che nn l’ha capito.

  7. robbyrs quello è l’articolo riguardo ai sorpassi c’è un altro che parla della parte di pista utilizzabile (che è quella dentro i cordoli, cordoli compresi) pena drive through, adesso è molto che non faccio gare ma ricorda che lo dicevano sempre!!!

    quando tagli la pista per sorpassare devi restituiore la posizione. ma è proprio vietato uscire dai cordoli e rossi in quella occasione aveva tutte e due le ruote sulla terra!!!!

  8. @freccia71…

    Ma allora, non sai leggere l’italiano… Quantomeno i numeri! Te li riscrivo, cosí forse li capisci meglio:

    2007: 10.
    2008: 6.
    2009: 4.
    2010: 3…

    Se Stoner, avesse corso nel 2011 con la Ducati, sicuramente, non sarebbe riuscito a vincere nemmeno una gara! E lo dico con sicurezza, perché lo dicono i numeri! Dalle 10 vittorie del 2007, é arrivato alle sole 3 vittorie del 2010…

    E sapendo che nel 2011 la Ducati, ha continuato a perdere TANTA competitivitá rispetto alle Japponesi (lo dicono i risultati in gara di Hayden) NON PORTANDO NESSUNA MODIFICA EFFICACE (ma creando solo confusione facendo fare a Rossi, il TESTER ANCHE IN GARA) – SI PUO’ AFFERMARE CON QUASI CERTEZZA, CHE ANCHE STONER (che con la Ducati, si é sempre trovato bene), NEL 2011 CON DUCATI, NON AVREBBE VINTO NEANCHE UNA GARA.

    Non é una mia idea. Lo dicono i numeri… 10, 6, 4, 3!

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