Spettacolo e sicurezza a Monza

Spettacolo e sicurezza, le due facce della medaglia monzese. Le gare, tutte e 5 tra sabato e domenica, si sono concluse con un distacco tra primo e secondo che varia dagli 85 millesimi ai 7 decimi, con gara 1 Superbike che ha visto Melandri, Sykes e Laverty chiusi in un solo decimo. Non sono mancati sorpassi decisivi all’ultimo giro o all’ultima curva, vedi Lowes in Supersport alla Roggia con numero da circo e Morrentino che sotto la pioggia stacca così su Salvadori alla Parabolica in Superstock 600. Paurosa la collezione dei botti. C’è chi ha fatto tutto da solo, come Akiyoshi intento a volare e sbriciolare la sua Honda sabato pomeriggio dopo che 24 ore prima Chaz Davies aveva distrutto la sua BMW alla seconda curva di Lesmo.

E si stende anche il campione in carica Supersport, il turco Sofuoglu che butta via così la sua gara. C’è chi non ha potuto farci niente, e parliamo dei ragazzi della Supersport che si sono trovati sotto le ruote una macchia d’olio alla variante della Roggia, con carambola infinita che ha causato la prima interruzione della corsa. Non manca l’arrosto, la Yamaha di Alessia
Polita, l’unica ragazza in gara. E al terzo via, Stefano Cruciani, provoca il mischione alla prima variante, ennesimo brivido di una lunghissima giornata di carenature stracciate. Giornata iniziata con il pauroso volo in prima variante del sudafricano Guildemhuis, pilota della BMW in Superstock 1000. Come abbia potuto rimediare solo qualche livido, rimarrà un mistero.

E il vero succo è questo: tutti questi incidenti hanno portato ad un bollettino medico che parla di qualche fratturina qua e là, escoriazioni e poco altro. Perchè se è vero che Monza presenta punti non troppo sicuri e per questo rischia di perdere l’omologazione per le gare di moto, è altrettanto vero che i botti avvengono principalmente dove le vie di fuga sono ben attrezzate, e questo conta. Piuttosto, bisognerebbe spiegare ai piloti più focosi che le gare non si vincono
alla prima curva.

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4 risposte a “Spettacolo e sicurezza a Monza

  1. Il più grosso problema di Monza rimane la Variante Shumacher… meglio nota come prima variante.

    Come ho già detto, la variante prima maniera, quella di 10 anno fa, era quella migliore. Purtroppo, in un circuito di questo tipo, oltra a delle “S” non si può fare. Però, risistemando la prima e cercando di evitare l’attraversamento della pista con gomme ed air-fence, si potrebbe risistemare definitivamente tutto

  2. Una grande scoperta Alberto Porta in sbk, cronache professionali senza urlare,ben coadiuvato da ospiti a sorpresain cabina di regia(complimenti anche a Borciani), veramente un bel pacchetto questo di mediaset sbk!

  3. Caro Porta, tutti noi milanesi amiamo il nostro autodromo ma ad onor del vero le varianti, fatte in questo modo, possono far si’ che in caso di caduta il pilota finisca dritto dritto in mezzo al gruppo….come nel caso della stock 1000. Per un puro caso il pilota si è rialzato e non è stato investito, ma i miracoli non sempre accadono; proprio per questo la nuova direzione deve studiare dei provvedimenti, affinchè non succeda nulla che possa pregiudicare l’attività dell’autodromo in futuro. Come detto tutti noi amiamo il nostro autodromo e vogliamo che continui anche in futuro.

  4. E bravo Alberto.

    Già a Fourigiri si notava un principio di innamoramento per la Superbike e il suo spettacolo. Inoltre traspariva una seria infatuazione per l’Autodromo nazionale.

    Spingi spingi per la SBK e per Monza (magari con qualche servizio in più a Sport Mediaset), che la parola autorevole di Alberto Porta conta sicuramente qualcosa

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