Vale e Jorge, che storie

Davanti ad un nodo da sciogliere Valentino Rossi ha resistito più di tre anni, massacrandosi le unghie con la matassa quando chiunque avrebbe buttato via tutto. Non vinceva dalla Malesia del 2010 e oggi in Olanda siamo tornati a urlare Rossi c’è, per dire che ha vinto davanti a Marquez e a Crutchlow, nel cuore di un momento in cui era più facile dargli di continuo del bollito, suggerendogli il ritiro secondo la teoria un po’ consunta ma sostenutissima per cui bisogna capire quando è il momento. Rossi è uno che invece si ritirerà solo quando smetterà di divertirsi. Non altro. Punto e stop. Continua a leggere

Viva la Fia, punto e basta

Viva la Fia. Cos’altro dire se non che l’arbitro supremo è sempre più clownesco nel suo incedere? Dunque, non solo porta in tribunale se stessa – perché questa è la realtà, se vi mettete a fare i due più due del caso – non solo dicevamo, ma una volta in tribunale se ne esce con il rimprovero poco convinto dello zio buono?? E basta? Quindi ancora la facciotta soddisfatta di Brawn Ross?! Il quale ieri ha praticamente vestito la toga per consigliare il finale di partita: “Se proprio, potreste toglierci dai test per i giovani piloti”. Ecco fatto. Continua a leggere

Vale a metà

A Valentino Rossi manca un pezzo. Che sia pro tempore o per sempre è la questione sulla quale compiere una scelta, di fiducia oppure no. Noi e voi. Il fatto certo è che tre spagnoli si stanno spartendo il Mondiale della MotoGp, un inglese li insidia cadendo e rialzandosi, mentre il migliore degli italiani non è più il migliore del mondo. Ma suggerire a Rossi un ritiro nel momento della lotta singifica semplicemente non conoscerlo a sufficienza. Non sapere che, fino a prova contraria, è dotato di una sicurezza nei propri mezzi e di un realismo così solido da batterci tutti quanti seizeroseizero. Continua a leggere

Seb e Nando, i soliti noti

Vettel contro Alonso è storia già vista. Il Mondiale vira verso un affare a due, 36 punti a dividerli che sembrano un’enormità ma, con 12 gare davanti, sono roba da poco. Sembrerebbe presto per escludere definitivamente Raikkonen e Hamilton, ma ci sono elementi che non giocano a loro favore. Raikkonen è straordinariamente costante, ma la Lotus non ha i mezzi economici per sviluppare la macchina per l’intera stagione. Hamilton deve misurarsi con una Mercedes ancora discontinua, in più il team deve affrontare il Tribunale Internazionale il 20 giugno, il che potrebbe determinare una dura punizione. Vettel e Alonso, dunque si misurano ancora, come già nel 2010 e 2012.  Continua a leggere

Gli italiani non decollano

Tutti d’accordo sul fatto che la Superbike, con doppio traguardo ad ogni round, concede  possibilità di immediata rivincita a chi ha iniziato la giornata in maniera storta. Al giro portoghese è  puntualmente successo, vedi un Eugene Laverty vincitore in gara due dopo l’arrosto di mezzogiorno del motore della sua Aprilia. Ma è capitato anche l’opposto, bersaglio della sfortuna Marco Melandri, fantastico e felice prima per la vittoria in volata dopo numeri pazzeschi, depresso poi perché tradito e salutato troppo presto dalla gomma posteriore. Continua a leggere