Gli italiani non decollano

Tutti d’accordo sul fatto che la Superbike, con doppio traguardo ad ogni round, concede  possibilità di immediata rivincita a chi ha iniziato la giornata in maniera storta. Al giro portoghese è  puntualmente successo, vedi un Eugene Laverty vincitore in gara due dopo l’arrosto di mezzogiorno del motore della sua Aprilia. Ma è capitato anche l’opposto, bersaglio della sfortuna Marco Melandri, fantastico e felice prima per la vittoria in volata dopo numeri pazzeschi, depresso poi perché tradito e salutato troppo presto dalla gomma posteriore.Fotografia di questa Italia che nel mondiale brilla ma non decolla, perché a quelle altalenanti di Marco, e non è colpa sua, si aggiungono le prestazioni sottotono di Michel Fabrizio e Davide Giugliano, con il primo sempre a punti ma senza lampi tranne quelli australiani e il secondo troppo spesso rotolante a rovinare gare iniziate con ambizioni da podio o poco sotto. Il tricolore si riaccende se andiamo sul tecnico, perché l’Aprilia domina la classifica costruttori e dà a Sylvain Guintoli, paziente formichina, la testa del mondiale con buon vantaggio, 28 punti sul re delle pole Tom Sykes più che pasticcione in gara 2 a Portimao. Guintoli vince poco, una sola vittoria all’esordio stagionale in Australia, ma conta 9 podi sulle 12 gare fin qui consumate, e fa bene a non disperarsi più di tanto per quei 7 millesimi che hanno fatto domenica la differenza tra lui e Melandri. La sua Aprilia non perde un colpo, è quello che importa, quello che più conterà al momento di tirare le somme.

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5 risposte a “Gli italiani non decollano

  1. Buongiorno,
    non so se questo è il posto giusto dove postarlo..

    la corazzata BMW dopo la formula 1 lascia anche la superbike.
    con le orecchie e le eliche sotto le suole delle scarpe.
    dedicato a quei commentatori tv troppo di parte.
    a buon intenditore poche parole.
    cordiali saluti
    Alberto

  2. Rancido, penso di poterti rispondere io…

    Quando Jonny andò in MotoGP per sostituire Stoner, Meda gli chiese quale fosse l’esatta pronunca del suo cognome (questo è quello che ha detto durante una diretta, non ricordo quale).

    Jonny rispose che era Rey.

    Io l’ho sempre chiamato Ria e continuerò a farlo ma lui stesso ha detto che il suo cognome è Rey.

    Ciao

  3. Sarà forse un oo-topic, ma vorrei chiedere a Giulio Rangheri perchè durante le telecronache pronuncia il cognome di Jonathan Rea in quel modo.

    Che io sappia, la pronuncia corretta di Rea suona come “ria”, come del resto anche un famoso cantante di qualche anno fa, Chris Rea (universalmente pronunciato come “cris ria”.
    Ma anche la parola “reality”, oggi tanto in voga, si pronuncia “riality”, perchè “rea” in inglese si legge “ria”.

    Perchè mai, quindi, caro Giulio, tu la pronunci come “rei”?????
    La parola che in inglese si pronuncia come “rei” è solitamente scritta come “ray”, (lettori blu-ray, o i raggi X che sono gli X-ray).

    Ti chiedo questa cosa Giulio perchè trovo davvero fastidioso, durante la gara, sentire quella che per me è una storpiatura del nome di un pilota.
    Come mai lo fai?

    Ciao!
    Fabio

  4. Io non mi preoccuperei più di tanto, Melandri è lì e le Aprilia danno garanzia di podio, poi è ovvio che non si può sempre sperare in un campionato “nazionale” all’interno del mondiale, anzi! stiamo, per la prima volta nella storia della sbk (togliendo la parentesi ***BIAGGI***) lottando alla pari con i titani anglosassoni

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