Ferrari, ora è allarme

Poteva andare peggio. Si consolano così gli uomini in rosso dopo aver assistito alla gara più anonima della stagione. Per fortuna ha vinto Hamilton, per fortuna nel finale Raikkonen ha retto alla forza d’urto della Red Bull di Vettel. Così Alonso ha perso poco terreno in classifica  su Sebastian  e ora ci sarà un mese per riflettere su una situazione critica. Intanto con la gara di Budapest  Kimi ha superato Alonso nel mondiale e Hamilton ha riaperto il suo campionato. Uno scenario preoccupante perché attualmente Nando dispone di una macchina che pure in gara è inferiore a Red Bull, Mercedes e Lotus. Continua a leggere

Tanti perché, una sola risposta

Perché tardare di ore la comunicazione ufficiale del decesso del povero Andrea Antonelli? Perché? Perché la comunicazione ufficiale del decesso è delle 14.43! Le 16.43 in Russia! Che a voler fare le cose bene bene bene la notizia non andava data, da nessuno, nemmeno un minuto prima. Che è comunque tardissimo rispetto al reale momento della scomparsa di Andrea. Sembro freddo? Bè, non lo sono. Sto sottolineando una falla nella comunicazione istituzionale che in questo caso è stata o gravemente intempestiva oppure ha consentito delle fughe di notizie intollerabili. Oppure entrambe le cose insieme. Continua a leggere

Kimi e Nando: perché non girate?

Una sessione di allenamento per provare solo e unicamente uno schema di attacco. Serve? Dipende. Dipende dal livello della squadra da un lato, dall’attaccamento alla maglia e dal grado di umiltà di chi gioca dall’altro. Test Pirelli? Va bene, avete letto e straletto di cosa si tratti ma, in soldoni, il pilota sale in macchina e guida per un tot. Non serve a niente? Sì che serve. Cosa mai avranno da fare di meglio Raikkonen o Alonso o Webber ? Continua a leggere

Marquez, sorpasso in classifica

GP di Germania Guardando Marc Marquez lo diresti un discolo di quelli americani dello skateboard, con la faccia da ragazzetto tricky, furbo e incontenibile. Invece questo passa facili i 300 all’ora in moto e al Sachsenring – che è una specie di ottovolante nauseabondo di su e giù – vince, solo, la sua seconda gara della sua prima stagione in MotoGP. Approfitta delle assenze degli ospedalizzati Lorenzo e Pedrosa. Clavicole rotte e capogiri li costringono ad una sosta forzata, che consente al Cabroncito di scavalcarli nel mondiale e passare in testa. Continua a leggere

Ferrari, serve un passo avanti

Pochi gradi in più della temperatura dell’asfalto. Questo il fattore che ha distrutto dopo appena dodici giri la strategia della Ferrari. Gli uomini in rosso, Alonso compreso, erano convinti di avere tra le mani le carte utili per sorprendere la concorrenza, ma il finale è stato decisamente diverso. Sebastian Vettel ha accumulato prima e amministrato poi il suo vantaggio con facilità imbarazzante. Nemmeno l’ingresso della safety car lo ha messo eccessivamente sotto pressione. Continua a leggere