Tanti perché, una sola risposta

Perché tardare di ore la comunicazione ufficiale del decesso del povero Andrea Antonelli? Perché? Perché la comunicazione ufficiale del decesso è delle 14.43! Le 16.43 in Russia! Che a voler fare le cose bene bene bene la notizia non andava data, da nessuno, nemmeno un minuto prima. Che è comunque tardissimo rispetto al reale momento della scomparsa di Andrea. Sembro freddo? Bè, non lo sono. Sto sottolineando una falla nella comunicazione istituzionale che in questo caso è stata o gravemente intempestiva oppure ha consentito delle fughe di notizie intollerabili. Oppure entrambe le cose insieme.E’ l’apparato a cui i piloti si affidano, che di falle ne ha anche anche altre. Perché Melandri ripete ossessivamente insieme ad altri piloti che sulla sicurezza nessuno li ascolta? Perché? E perché non si uniscono in una safety commission in cui gridare, se il caso, le loro ragioni? Perché non vengono ascoltati? Perché si deve arrivare a parlare di queste cose quando un caro ragazzo oramai è scomparso? E’ vero che l’asfalto di Russia non è affatto drenante perché d’inverno ghiacciando si spaccherebbe? E allora perché si corre in Russia? Oppure perché non si stabilisce che in Russia si corre solo se c’è asciutto? E’ un bel gioco, ma è troppo pericoloso per trascurare i particolari. Una carezza ad Andrea e alla sua famiglia. L’unica cosa tenera che oggi mi sento di fare.

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10 risposte a “Tanti perché, una sola risposta

  1. Forse io sono un po’ la voce fuori dal coro ma i tanti perché ognuno lì può interpretare come vuole,ma nel mondo delle corse nulla si potrà evitare e tutto può succedere.A mè però verrebbe da dire cha la perdita del sic non ha insegnato nulla,capisco che in quel frangente era asciutto e lui aggrappato alla sua moto sia finito in centro pista e lì nessuno poteva ne prevederlo o quantomeno evitarlo!.Ma buon dio!,pioveva alla grande e dico io……………………..nessuno che abbia detto:signori attenzione e invece………………..ok hanno visto l’acqua!,ma la pista?.Va bene gli sponsor e va bene i soldi ma una vita umana ora?,non vi sono né sponsor e né soldi che possano ridarci il pilota.l’essere umano o ANDREA ANTONELLI!,insomma la lezione la imparate o?.

  2. Pingback: Morti in pista. Prima il dramma o prima la notizia?

  3. Ciao guido. Sono un pilota di auto e seguo moto e macchine da quando ho 4 anni e ne ho 20. Seguo la supersport e andrea era uno di quelli per cui valeva la pena buttarci un occhio. Oggi sono rimasto colpito, colpito dall assurdita della sua morte. Sara perche sono un pilota anche io e so i sacrifici che si fanno per correre e inseguire un obiettivo. Ho deciso di sottoporre a te, che le moto le segui e le pratichi anche, una mia riflessione dettata dalla tristezza e dalla incazzatura per quanto successo. A mio parere, oggi come in altre occasioni, non si e’pensato alla sicurezza dei piloti ma probabilmente ad altro. Non e’ accettabile. Quella che sarebbe la mia proposta nel caso corressi in superbike o in motogp consiste in questo: una safety commision come in motogp ma composta e sviluppata in maniera diversa. Mi spiego. Secondo me bisogna creare un organo supremo vero che ha il potere di decidere cosa di deve fare e cosa non si deve fare e dovrebbe essere composto da un gruppo di ex piloti e da hn gruppo di piloti in attivita ma di altri campionati ( in modo da non avere ne interesse di classifiche ne obblighi contrattuali ). Questa commissione deve analizzare mesi prima tutte le piste del mondiale OBBLIGANDO la sistemazione dei punti pericolosi, asfalti pericolosi e via dicendo, pena lo spostamento della gara ( esempi a caso: webber che esce fuori pista in cina e decolla la macchina; se la ci passa una moto ci si fa male. Tombini, buche e quant altro pericolosi e via dicendo). Una volta in gara questa commissione deve confrontarsi con un altro organo che e’ composto esclusivamente da tutti i piloti del campionato di cui si tratta. Ogni giorno ci si confronta per sistemare le cose che non vanno e nel caso della gara di oggi se la commissione dice che non si corre, non si corre. Se la commissione dice si corre l ultima parola deve spettare ai piloti e non a terzi. Il nostro sport ha come componente il pericolo che non potra mai essere eliminato e se fai questo sport lo accetti, non stai giocando a carte, pero esistono i pericoli creati dalle decisioni dell uomo che devono essere ridotti al minimo. Oggi bastava mandare in pista 2 macchine una dietro l altra per capire che non si doveva correre. Bastava sapere che l asfslto non drenava per non venirci a correre o per nn correre sul bagnato. Gli interessi econonomici NON DEVONO MAI prevalere sul resto. Mi scuso per la lunghezza del testo ma oggi e un giornk triste e spero che nella tragedia si possa trovsre spunto per agire subito e non aspettsre ogni volta che succeda qualcosa. Da pilota dico che voi giornalisti avete un grande potere, quello di poter far conoscere tutto a tutti. Spero che se ne parlera di questa tragedia fino a quando non cambi versmente qualcosa. Auguro buon lavoro a te guido, conoscendo ls tua grande professionalita e competenza.. e mando un grande saluto al povero andrea!!!

  4. Mi ricordo le polemiche che ci furono a Monza…ebbero ragione i piloti a decidere di non correre,e mi ricordo che faticarono parecchio a convincere gli organizzatori…in quel caso i piloti di maggior spessore riuscirono ad imporsi.Ecco oggi questi giovani piloti sono stati mandati allo sbaraglio perchè non avevano “potere” decisionale,credo….e nella direzione gara o c’erano degli incompetenti…o non hanno avuto le palle x modificare il programma stabilito.

  5. Guido, sono più che d’accordo con quello che hai scritto!
    Quando accadono queste cose, ci si pone sempre mille domande, e sono concorde anche con quello che ha detto oggi Max Biaggi “Non si possono mettere le stesse regole della MotoGP anche nella SBK?” e aggiungo “ed insieme ai piloti della MotoGP, fare in modo di trovare sempre più nuove regole, per aumentare la sicurezza?”
    Visto e considerato che oggi in Gara1 Marco Melandri aveva alzato il braccio a 2 giri dalla fine, non potevano prendere la decisione di annullare tutte le altre gare senza andare a rischiare la vita di questi ragazzi?

  6. Ciao Guido, nessuno li ascolta perché i piloti non sono coesi, non fanno muro unanime e quindi quando sei diviso chi comanda fa quello che vuole.. si poteva partire tutti in fila dietro una safety car, vedere se si poteva correre e cmq i piloti avrebbero potuto prendere confidenza con l’asfalto!! certo non si può raggiungere la sicurezza assoluta.. nelle moto sono morti molti piloti ma pare non serva a niente… in F1 dopo la morte di Ayrton è cambiato tutto e i piloti si fanno sentire..in MotoGP mi pare che nessuno abbia detto che i migliori piloti sono caduti anche per un problema con le Bridgestone a bassa temperatura.. tutti a dire che era colpa loro, che avevano tirato troppo presto… io invece penso che si dovrebbe intervenire sul costruttore delle gomme.. in F1 ai primi problemi con le gomme (che sono 4) subito i piloti si sono fatti sentire e la pirelli obbligata a correre ai ripari…. un caro saluto a Andrea e ai suoi cari…

  7. Signor Meda io mi permetto in modo molto educato di dire che sono contrario a questa mania di reality show anche quando c’è di mezzo una vita umana ,nel senso che secondo me non si doveva tenere la diretta tutto quel tempo fino al prevedibile e drammatico annuncio.va bene che fate il lavoro per cui siete pagati ma a tutto c’è un limite ,poi si può discutere su tutte le altre cose tipo che non si doveva correre e neanche la sbk avrebbe dovuto correre.

  8. Piuttosto che il giro con la saefty car per testare la pista dovrebbero inventare una “saefty bike” per capire com’è realmente in moto una pista, anzi un lago, in quelle condizioni.
    Qualcuno si porterà sulla coscienza questo giovane ragazzo.

  9. quello che a detto Meda lo concordo.
    una proposta perché al posto delle auto come aprì pista
    non si usa due moto da SBK.
    e in caso di pioggia fare più di un giro
    è basta con questi mini circuiti
    con poca via di fuga.
    è date la possibile anche ai piloti di collabore
    con gli organizzatori
    come ripete spesso Melandri.
    adesso due parole per Antonelli potrà correre sulle nuvole come il Sic
    r.i.p. grande

  10. Guido come sempre hai ragione su tutto ed anche noi ci poniamo delle domende. La cosa che mi rattristra sta nel fatto che quasi ogni 3 anni un pilota di moto ci lascia le penne perchè colpito nelle parti più vulnerabili durante una gara. Siamo nel 2013 ad encora non sono riusciti a progettare una protezione flessibile per il collo/spalle E’ terribile! FIM che becca miliardi su miliardi, DAINESE anche, possibile che non ci siano designer e ignegneri in grado di far questo? I materiali resistenti e leggeri esistono basta progettare queste protezioni salvavita. Forse Marco ed Andrea sarebbero ancora con noi…

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