Ok, il prezzo è… mancante

Lo aspettavamo per metà maggio o giù di lì, è arrivato quando tutti sono in vacanza, per di più in forma incompleta. Il regolamento che dovrebbe cambiare il volto della Superbike, per il momento fino al 2016, è nero su bianco per alcune importanti voci, la prima quella del numero massimo di motori per pilota a stagione, 8, e adesso toccherà agli ingegneri far andare forte le moto senza che si rompano. Viene posta limitazione anche ai rapporti del cambio, mentre viene fissato un tetto per i prezzi di sospensioni e freni. La MSMA, l’associazione dei costruttori si è detta d’accordo sulla fornitura a team privati di moto complete a prezzo calmierato, mezzi identici a quelli portati in pista dalle squadre ufficiali e aggiornati durante il campionato. Verrà introdotta anche una nuova categoria che richiama alla memoria la CRT, la EVO, che seguirà la regole Superbike per quanto riguarda telai, sospensioni e freni, mentre per motore ed elettronica saranno in vigore le specifiche Superstock, ovvero elaborazioni dei propulsori di serie meno corpose e software di gestione più semplici. Tutto bello, tutto in linea con la indispensabile politica di contenimento dei costi in periodo di crisi, ma per ora non c’è ancora, non ci sono ancora i dati più importanti, ovvero i prezzi. Il tetto, così si vociferava, doveva partire dai 350-400.000 euro a moto per il 2014 per poi scalare fino ai 250.000 a regime. Dovremo aspettare il 26 agosto per saperne di più, mentre tanti team manager impazziscono sotto l’ombrellone cominciando a fare i conti sul prossimo budget.

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