Marc e Dani da… benedire

Ecco, forse se si corresse un mondiale a Lourdes… lì Daniel Pedrosa partirebbe favorito. Sportivamente il pilota più tenero della storia necessita di una  benedizione e avverte forte anche il bisogno di mandare il compagno Marc Marquez a farsi benedire. Ma in un altro senso. La sua è una ruota che gira e che si ferma, sempre nello stesso punto, portandolo – da anni – a sfiorare progetti di titolo mondiale che sfumano sul più bello; ma anche – da anni- nello studio dell’ortopedico di turno. E di norma senza che lui abbia alcuna responsabilità. Marquez è un genio? Sì. E’ un bravo tipo? Sì. Ci piace? Sì. Che sia chiaro. Ma Marquez è anche un pilota che rischia spesso di passare il confine della correttezza? Si, anche in questo caso è sì.  Continua a leggere

C’è stampa e stampa: Meda sulla diatriba Misano-Imola

Venerdì sera a Misano dal palco dell’Arena 58 ho fatto una dichiarazione d’amore pubblica e sincera al Gran Premio più bello della stagione. E’ accaduto davanti a qualche migliaio di persone. Il sabato ho rincarato la dose in diretta TV, dicendo che quello rivierasco è il GP più vivo e accogliente dell’anno e che sarebbe un peccato vederlo uscire dal calendario per non aver pagato l’importo con cui si realizzano al massimo un paio di nuove rotonde. Ieri invece, riprendendo un ‘intervista che ho rilasciato all’agenzia DIRE, alcuni giornali di Romagna mi hanno fatto apparire come un sostenitore (cerchiobottista, ma sostenitore) del trasferimento del GP da Misano a Imola. Quindi oggi, un po’ dubbioso delle mie facoltà mentali, mi chiedo: mi son rincretinito in meno di 72 ore o è stato distorto (o omesso) qualcosa ? Continua a leggere

Misano, sorrisi che si tramandano

C’è della salsedine adriatica anche in questo spagnolo che rivierasco non è. Nel sorriso di Marquez; nella felicità di guidare la 93 a mò di wind surf; in questa pole che è la sesta dell’anno e che lascia gli esseri umani all’eternità di mezzo secondo. Lorenzo è lì dietro, Rossi chiude la prima fila a sei decimi e mezzo. Prima fila come solo una volta, in Germania, è successo negli altri 12 sabati di quest’anno. Ė il cambio nuovo della M1 e va bene ma è anche questo asfalto che è il cortile di casa, che è una casa dove andò in scena la sua prima volta su una moto da corsa. Come succede in queste ore agli occhi azzurri di Luca Marini, il fratellino di Valentino al debutto nel mondiale, con tutto quel giallo nella tuta e nella moto, con il 97 sul cupolino che poi non è altro che un 46 rovesciato. Continua a leggere

Alonso, il titolo è andato

L’anno scorso Alonso archiviò la pratica Monza con un terzo posto che gli garantiva comunque 39 punti di vantaggio su Sebastian Vettel. Come andò a finire in Brasile è scritto negli annali della Formula 1. Terzo titolo mondiale di fila per il biondino con lo sguardo di Nando perso nel vuoto, un pilota distrutto che non poteva credere di aver perso ancora una volta nella volata finale. Dodici mesi più tardi a Monza Alonso ha fatto un saltino in avanti, secondo, ma la classifica del campionato è pessima: 53 punti di distacco, il che significa due vittorie abbondanti di differenza. Insomma lo scenario tende decisamente alla dominante scura, nonostante l’impegno di un pilota che di sabato perde le staffe ma che di domenica sa sempre mettere in pista qualità e sostanza fuori dalla norma. Continua a leggere

“Tutte Alonzate”

Ha detto “geni” innanzi tutto, ma il punto non è questo e questa non è un’opinione pro Alonso. E’ uno scrittino assolutamente contro Alonso. Spiego. Avete presente la famosa regola d’oro di dire meno bugie possibili, sennò è un attimo che ti incarti? Ecco. Fernando ci ha dato due o tre spiegazioni diverse, che hanno solo fatto decollare la confusione. Una volta parla di Ricciardo in mezzo alla scia – che invece era Vergne, tra l’altro – poi invece c’era Rosberg, insomma semplicemente occasione persa.  Continua a leggere