Il caso sgonfio

Nei due giorni scorsi abbiamo consegnato alle cronache una lunga intervista che Valentino Rossi ci ha concesso a Valencia in occasione dell’ultima gara dell’anno. In quel contesto Rossi ha detto al nostro Guido Meda che “le prime sei o sette gare della prossima stagione saranno cruciali per decidere se continuare a correre per altri tre anni” – ciò che vorrebbe più di ogni altra cosa – “o se chiudere con la Motogp a fine 2014” in base a quanto sarà competitivo. Sono concetti che in effetti aveva già più o meno espresso in passato, arricchiti dalla novità giornalisticamente non marginale di un periodo preciso entro il quale decidere. L’intervista è andata in onda, senza tagli e senza censure, nella notte di mercoledì 27 novembre in uno speciale di Italia1. Continua a leggere

E adesso via il “rolling chassis”

La Superbike, di questi tempi, assomiglia al mondo Apple, ci sono aggiornamenti in continuazione. In attesa della prossima “puntata” del 10 dicembre, il dipartimento Dorna delegato al campionato delle derivate di serie ha messo mano al “format” delle gare.  Mossa necessaria, indispensabile, pensando soprattutto al pubblico televisivo che, diciamoci la verità, non ha mai gradito l’enorme distanza temporale tra gara 1 e gara 2, cosa che nel tempo ha creato non pochi problemi tra marito fisso sul divano davanti alla TV e moglie impaziente di uscire per la passeggiata pomeridiana. Continua a leggere

Kovalainen-Magnussen: dov’è l’errore?

La Lotus aveva un primo pilota, Kimi Raikkonen. La Lotus non pagava Kimi Raikkonen. La Lotus è in lotta per il secondo posto nel mondiale costruttori. Kimi Raikkonen ha preferito farsi operare alla schiena per recuperare in tempo per il Ferrari-bis. La Lotus ha un terzo pilota, Davide Valsecchi. Per sostituire Kimi Raikkonen la Lotus ha cercato in ordine sparso Nico Hulkenberg, Michael Schumacher, Pastor Maldonado. Alla fine la Lotus farà correre le ultime due gare della stagione a Heikki Kovalainen. Continua a leggere

Marquez è diventato grande

Diventa campione e adulto in un giorno solo Marc Marquez. Lo fa con la gara più saggia e sensata della sua vita. Sa che si gioca il mondiale e non cede alla seduzione di vincere a tutti i costi, di essere sul gradino alto del podio, che sarebbe il finale perfetto. E’ grande nel momento in cui non cede alla foga, all’adrenalina inevitabile, ma guarda. Sta a distanza minima e studia Pedrosa e Lorenzo che si prendono a cornate, il primo per l’onore di giornata, il secondo sperando in un titolo che va contro alla logica, come ammette a fine gara. Tiene appesi tutti e se’ stesso e alla possibilità di una mossa alla Marquez ma poi alza la testa, ragiona e apre la strada al compagno di squadra con una mitezza che non fa parte del suo repertorio. Continua a leggere

Il senso di un divorzio

Valentino Rossi lascia Jeremy Burgess. Non é una decisione aziendale. Lo fa in prima persona, parlando chiaro e chiudendo la favola. Nella spietatezza oggettiva di quello che oltre ad essere un avvicendamento professionale é evidentemente anche l’esito di una relazione umana sfibrata di conseguenza, ci sono segnali di fumo non difficili da capire. Che danno un senso all’azione. La scelta di una gomma sbagliata, un setup sbagliato che si ripete, son cose che lasciano il segno, sorridersi diventa più difficile e senza sorriso e risultati si fa bum. Continua a leggere