La F1 come Giochi Senza Frontiere

C’era una volta una trasmissione che si chiamava Giochi Senza Frontiere. Tra le tante sfide da affrontare una squadra poteva sceglierne una per puntare il suo jolly e prendere così il doppio dei punti. Bene, la Formula 1, 40 anni dopo, scopre il giochino e decide di raddoppiare il punteggio all’ultima gara, che nel 2014 si correrà a Abu Dhabi. Se fossimo solo alle prese con una bizzarra proposta verrebbe da ridere, purtroppo però si tratta di un norma ratificata dalla Federazione Internazionale. Un altro passo decisivo verso la trasformazione di questo sport in un baraccone dove per alimentare uno spettacolo asfittico si sta inventando di tutto, dalle soste ai box obbligatorie, ai sorpassi artificiali, ai punti raddoppiati appunto. Peccato che se applicata nel 2013 questa regolina avrebbe aumentato il baratro che Sebastian Vettel aveva già messo tra se e il resto del mondo.

Altro discorso meritano i numeri di gara personalizzati. Nel motomondiale si utilizzano da secoli, in Formula 1 il senso dell’introduzione sembra legato al merchandising. Come il 46 è diventato il marchio di fabbrica di Valentino Rossi, Alonso e Vettel potrebbero fare lo stesso con la cifra che sceglieranno da appiccicare al musetto delle rispettive macchine. Roba triste per uno sport nel quale ai tempi di Ayrton Senna contava solo andare al massimo da venerdì mattina a domenica pomeriggio, senza troppe alchimie e strani magheggi.

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8 risposte a “La F1 come Giochi Senza Frontiere

  1. Si, mi pare più giusto chiamarla d’ora in avanti Formula Senza Frontiere. La FSF; che ben presto verrà eclissata dalla Formula E… Staremo a vedere.
    A questo punto punto la riconferma di Gutierrez mi fa inalberare non poco. Partivo prevenuto verso il ragazzo e devo dire che non ho assolutamente cambiato opinione. è vero che come compagno di box ha uno dei piloti puù forti del circus che secondo me meriterebbe una macchina da mondiale e non ancora una Force India; ma vorrei ricordare che Gutierrez nel 2012 in Gp2 non fu nè campione nè vicecampione, e non fu nemmeno così superiore al suo compagno di team, l’allora debuttante Calado. Ha veramente dell’incredibile e dell’indignante (passatemi il neologismo) vedere che il vicecampione e il campione gp2 2012 rimasero fuori dal giro della Formula Senza Frontiere, per vedere invece entrarvi Gutierrez, Chilton e Van Der Garde. Ancora più arrabbiante (altro neologismo) è assistere al passaggio di uno dei piloti più pericolosi (e sopravvalutati secondo me) della storia dalla Williams alla Lotus. Io se avessi un team manager che mi dice “Sono indeciso se mettere sotto contratto Maldonado o Hulkenberg…” lo farei ricoverare subito d’urgenza! Vabbè basta, la chiudi qui… per ora. Scusate lo sfogo, ma ogni tanto ci vuole!

  2. la F1 è scomparsa già da molti anni, da quando le minigonne hanno soppiantato i motori a seguire con l’evoluzione esasperata dell’aereodinamica e per finire con le gomme. Dovrebbe essere lo sport per eccellenza dei motori e invece proprio questi non contano nulla e tra poco i piloti conteranno anche meno perchè alla guida di una red bull anche mio zio avrebbe vinto il mondiale. La genialata dei doppi punti ci fa capire perchè questo “sport” ci sta venendo a noia

  3. E’ vero che ormai dal 2009 la FIA ed Ecclestone scelgono accuratamente chi deve vincere il mondiale, è anche vero che è dalla fine del 2002 che introducono delle regole assurde, sostanzialmente perché c’è un bacucco ultra 80enne che vuole fare ancora più soldi

  4. Effettivamente, se jolly deve essere, che ognuno scelga quando giocarselo e non tutti, per forza, all’ultima gara.
    Non mi spiego come non si riesca a capire che per rendere la f1 competitiva bisogna semplicizzare i progetti delle f1: l’alettone anteriore deve essere una tavola da stiro, stop. Quello postriore un abbeveratoio da stalla; poi ognuno lo regola come vuole. Gomme, monomescola, o asciutto o bagnato (e sull’umido vedi come vengon fuori i manici). Scarichi soffiati? Assolutamente no, come nessun apparecchio interno.

    Detto questo, c’è un gran rovescio della medaglia. Sarebbe sprecato non usare la F1 come campo di sperimentazione. L’aerodinamica, i congegni interni, sono tutte cose che valgono a sperimentare le auto, le barche o gli aerei del 2050.

  5. Vabè adesso non facciamo le vedove inconsolabili.
    Se è una cosa così scandalosa come mai la Ferrari e le altre squadre non protestano??

  6. Caro Budel, sfonda un portone aperto! L’ho già scritto: non chiamiamola più Formula 1; chiamiamola forumula spettacolo, formula show, formula entertainment, chiamiamola come cappero vogliamo, ma non forumula 1. La formula 1 è finita nel 2008; dal 2009 è iniziato qualcos’altro, punto. Entrando in quest’ottica possiamo fare tutte le regole da Giochi senza Frontiere che vogliamo (Mitico programma!!! Ricordo le sere d’Estate passate con Ettore Andenna!!!). Allora mettiamo i jolly, possibilità di schierare tre macchine per alcuni in alcune gare, penalità di peso messe a casaccio, macchine che corrono con motori depotenziati in base ai risultati ottenuti pun teggi doppi, tripli, quadrupli e chi più ne ha più ne metta!!! Intanto è già nata la Formula E con premesse molto interessanti…

  7. Giusto per fare i precisini… A Giochi Senza Frontiere il fil rouge era un gioco a cui le squadre partecipavano singolarmente e non tutte insieme. Era invece il Jolly a far raddoppiare i punti (ve la immaginate la Ferrari che gioca il jolly a Monza?). Mentre anche a GSF l’ultimo gioco dava il doppio dei punti. Il paragone con GSF fila parecchio…
    A proposito: ma quanto ci mancano i Giochi Senza Frontiere!!! Mediaset pensaci su…

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