Schumacher, le foto cambiano

Lo sapete, lo sappiamo: a tutti è successo che cambiassero. Le foto cambiano, e sono quelle che abbiamo sotto gli occhi tutto il giorno, tutti i giorni, a spaventare di più. Concedetemi la prima persona, ma la foto che ho qui in redazione è su questo chiodo dal 2006, novembre 2006: acquistata a un’asta benefica, con firma di Schumacher e firma dell’amico fotografo Callo Albanese, che immortalò il momento. Paddock di Monaco (del precedente maggio), dieci e mezza di sera, Schumi che finalmente si presenta davanti ai microfoni per rispondere alle domande sul fattaccio alla Rascasse in qualifica. Scatto anomalo, artistico, colto dalle spalle, motorhome Ferrari, per dipingere la sua di visuale e immobilizzare mille sguardi necessariamente distolti dall’obiettivo.

Un momento molto intenso da ricordare anche per me, sommerso in quella selva di giornalisti com’ero, tanto da comprare, appunto, e appendere.

Ecco, quella foto non c’è più. Rimane qui, ma cambia, è cambiata: ormai è un’altra. Come cambiano, nel tempo, tutti gli scatti, contro la propria natura che vorrebbe, illusoriamente, dal tempo sottrarli. Hanno una vita propria, che chiodo e cornice, più che la stampa, sublimano. Quindi, immobili, sempre meno osservati, invecchiano, si incurvano e un giorno ti sorprendono, restituendoti a fissarli con occhi diversi e sbalorditi. Chiuso in questo rettangolo rosso, non più lo strascico serale di un gol di mano non riuscito, ma un pensiero da respiro profondo che niente ha più a che fare con il ricordo.

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5 risposte a “Schumacher, le foto cambiano

  1. signor mengo si può dire che se era un comune mortale a quest’ora gli avevano fatto il funerale da un mese ….è vivo perchè si chiama shumacher .quanto la faremo durare questa favola !poi se si risvegliasse forse sarebbe irriconoscibile ed è una cosa che non merita ,ma questo a chi interessa certo…

  2. Massima stima per te Ronny, ho capito perfettamente il significato dell’articolo, la foto è cambiata ai tuoi occhi, poteva sembrarti banale, quasi insignificante e scontata vederla prima, una come tante,invece ora è UNA FOTO, come se questa adesso appartenesse a un lontano ricordo, come se in quella foto ci fosse un tuo familiare, un misto di malinconia e nostalgia assale i nostri ricordi, e ora capiamo quanto fosse importante quell’attimo catturato, abbiamo vissuto, te soprattutto un epoca di campioni, che facevano errori, sbagliavano, a volte al limite della correttezza ma campioni, non i mercenari di oggi, Alonso in prima fila.
    Auguri campione riprenditi, ti voglio bene.
    Grazie Mengo

  3. Alla redazione di Gran Prix: grazie per la vostra sensibilita’ e professionalita’ sono 30 anni che vi seguo nei vs. programmi, peremttete a generazioni di persone di apprezzare gli sport motoristici. Approfitto del Vs blog per un grido: FORZA SCHUMI VINCERAI ANCHE QUESTA GARA!

  4. E’ confortante constatare che esistono ancora giornalisti degni di tal
    nome :
    dal pezzo traspare la levità, il rispetto , la malinconia di un ricordo che si sovrappone al timore che rimanga tale.
    Buona Fortuna a Schumi e buon lavoro a lei

  5. Le foto sìì cambiano ma penso che non cambi l’uomo che c’è in quella foto,ok stiamo parlando di un pilota di formula uno ma resta sempre un uomo con difetti e pregi come tutti.Però ora quell’uomo e pilota sono insieme perché entrambi devono vincere il gran premio più importante di un mondiale che lui ne ha già vinti 7 ok?,ma questo è diverso e speciale…………………perché?,perché vi è un domani da vivere nella preghiere di tutti noi che vi sia quel domani.

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