Una foto inopportuna

FullSizeRenderLa foto è una figata. Davvero. Di quelle che vorremmo vedere più spesso in giro. Che ci restituiscono i piloti come ragazzi normali, casinari, una birretta perché no, ma pure un bel Cuba. Di poco normale – a parte il jet privato – c’è il tempismo. Nel senso che otto, nove ore prima di questo scatto erano tutti abbracciati in pista in onore di Jules Bianchi, tristi e riflessivi come è giusto che fossero. Da quello scatto si passa a questo scatto e la cosa stride non poco.

Spieghiamoci: non pretendiamo che la vita non vada avanti e certo non oseremmo mai parlare di ipocrisia nelle manifestazioni pubbliche di dolore, anche perché sappiamo che non è così. Diciamo solo che ci sta tornare in aereo privato da Soci, tutti insieme e bevendo qualcosa, ci sta forse una foto per ricordare il momento, non ci sta per niente il fatto che la foto decolli in rete mettendo in prima pagina sei dei 24 piloti della stagione felici, contenti e brilli. Molto difficile che ormai una foto non finisca in rete, direte: vero. Resta il fatto che il lato inopportuno non se ne va. Troppo fresco quanto successo, troppo pesante l’atmosfera del paddock per lasciarsi andare a prosit cinque stelle lusso in mondovisione. Il singolo dolore di ognuno di loro, i pensieri sullo stato di Bianchi rimangono e non vengono certo toccati o variati da momenti di felicità più o meno resi pubblici. Non ci fosse stata o, meglio, non si fosse vista in giro sarebbe stato solo più sobrio e rispettoso. Senz’altro si sarebbe evitato il rischio di strumentalizzazione nato dal fatto che di quel volo, di propbabili discorsi e confronti sulle ultime vicende, resta solo una spensierata e sciallatissima foto di gruppo. Con un bicchiere in meno.

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6 risposte a “Una foto inopportuna

  1. Mi associo a quanto scritto da barpre, mai fermarsi alle apparenze.

    Aggiungo anche che se davvero ci si indigna perchè questa foto gira in rete e si arriva a scrivere “….non ci sta per niente il fatto che la foto decolli in rete….”, beh, mi viene solo una considerazione da fare: forse non averci fatto sopra questo articolo e non averla pubblicata almeno qui, anche se poco, ma magari avrebbe aiutato…. non sopporto l’ipocrisia!

  2. Carissimo Ronny, ci conosciamo da anni e ti scrivo da collega, oltre da amica. Ieri sera ho visto questa foto e la mia prima reazione è stata di sdegno. Poi ho riflettuto e, sul giornale, ho scritto questa cosa:
    Mai fermarsi alle apparenze… vedi una foto e pensi, d’istinto “ma come? tutti così allegri solo poche ore dopo tutte quelle frasi?”. E poi rifletti con un amico e arrivi alla conclusione che devono essere stati 7 giorni pazzeschi per tutti loro… lo choc, le due corse, le interviste… in fondo sono ragazzi, un po’ di relax se lo meritano e se lo sono guadagnato. Basta osservare il viso di Sutil. Poi vai ala ricerca della foto originale, postata da Jean-Éric Vergne su Instagram e scopri il motivo di quella foto… Leggete… Morale: mai trarre conclusioni affrettate! #ForzaJules”.
    Non potendo allegare la foto, ecco il testo scritto da Jean-Eric Vergne:
    “@jeanericvergne Taking off with good friends, happy to share this moment together. @massafelipe19 We are all thing of you Jules… !”
    Ci tenevo a dirti il mio pensiero… anche perché dovremmo sempre ricordare, io per prima, una buona regola: mai giudicare gli altri. Per noi giornalisti forse vale ancora di più. Un abbraccio e a presto, Barbara Premoli

  3. ecco la didascalia, Mengo… Ora i tuoi “lettori” possono finalmente leggerla.

    Taking off with good friends, happy to share this moments together. @massafelipe19 We are all thinking of you Jules… !

  4. Non potendo allegare la foto, allego il testo scritto da Jean-Eric Vergne:
    “@jeanericvergne Taking off with good friends, happy to share this moment together. @massafelipe19 We are all thing of you Jules… !”

    Ciao, Barbara

  5. Caro Ronny Mengo, questo articolo è a dir poco inopportuno!
    Invece di scrivere un articolo contro i piloti che rischiano la vita ogni gara scrivilo contro il direttore di corsa e chi lo ha messo a capo, che ha fatto un errore che è costato sicuramente la carriera ad un ragazzo se non la vita. Personaggio che liquida tutti con infantili giustificazioni, anzi accusando tutti di non aver rallentato, quando è lui che deve controllare che tutti rallentino!

  6. “Un Articolo Inopportuno”:

    Vogliamo parlare dei giornalisti che marciano per ANNI con trasmissioni al limite della decenza umana, sui vari casi di omicidio in italia che portano alla spettacolarizzazione di questi fatti ? Questi giornalisti dopo la puntata possono poi tornare a vivere oppure rimangono con la morte nel cuore ?
    Ma non scherziamo caro Mengo.

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