Basta retorica sulla Dakar

AUTO-MOTO-RALLY-DAKAR-STAGE2Di fronte all’ennesimo lutto che allunga il triste elenco della Dakar occorre una riflessione lucida, lontana dalla retorica di chi – alle prese con la morte di un pilota – chiede di fermarsi, di smetterla con questa corsa al massacro. Il primo punto riguarda il libero arbitrio. Nessuno era obbligato a correre nel deserto africano prima, così come nessuno lo è oggi sull’infernale tracciato da percorrere nell’estate sudamericana. Michal Hernik avevo scelto di iscriversi alla gara spinto dalla sua passione per il fuoristrada. Partire da Buenos Aires per questo pilota di 39 anni era il coronamento di un sogno – sottolineato dal marchio della Dakar tatuato sul polso destro – dopo aver partecipato ad altre gare nel deserto. Hernik era perfettamente consapevole dei pericoli connessi alla sua partecipazione, così come lo sono tutti i piloti, professionisti e amatori, che decidono di dedicarsi alle corse. Continua a leggere