Malati di adrenalina

Phillip Island  - Motociclismo Super-Bike SBK Campionato MondialDire addio e’ un’arte difficilissima. Lo e’ anche se lo hai gia’ fatto una volta e dovresti sapere che poi non c’e’ l’abisso, c’e’ il ritmo di una normalita’ nuova. Troy Bayliss saluta e torna a casa ed e’ commosso come fosse il primo ritiro, come se due round del mondiale avessero spazzato via in un attimo anni di abitudine casalinga. E’ il problema dei grandi campioni. Non tanto ricrearsi una vita fuori dalla pista, ma accettare la banalita’ di un quotidiano fatto di emozioni misurate. Bayliss e’ commosso non perche’ non sappia cosa c’e’ dopo, il suo dopo e’ ben avviato da tempo. Sa di essere una leggenda. Sa che l’affetto dei tifosi e’ enorme e non sbiadisce, lo sapeva e lo ha verificato ancor meglio in questa occasione. E’ commosso perche’ ritornare a una vita normale significa rinunciare alla scossa di adrenalina della competizione.

Rinunciare non tanto al risultato (uno come lui e’ abituato ad un livello infinitamente piu’ alto di quello mostrato ora) ma all’illusione del risultato. E’ la scossa della competizione, quella che gli manchera’. Mentre annuncia che ha chiuso, che non proseguira’ oltre, la voce gli sbarra la strada due volte, incespicando sulla prospettiva di una vita comune in cui l’emozione ha confini piu’ morbidi. Poco adatti all’esigenza interna dei grandi campioni.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someonePrint this page

2 risposte a “Malati di adrenalina

  1. Il suo stile di guida non sarà adatto, ma girava comunque a pochi decimi dal suo compagno di scuadra ben più giovane e preparato.In gara sulla distanza crollava, solo questione di allenamento. Fagli fare tutto il campionato e lo ritroverai coi primi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *